Storie Web martedì, Febbraio 10
Rai, in dirittura la scelta dell’advisor finanziario per il Piano immobiliare

È in dirittura d’arrivo la scelta per l’advisor che darà declinazione pratica al Piano immobiliare della Rai e, in particolare, alla vendita degli asset previsti. A quanto risulta al Sole 24 Ore in pole position per l’incarico ci sarebbero Kpmg e Lazard. E la decisione potrebbe essere ufficializzata già nel consiglio di amministrazione della prossima settimana.

Per una Rai che sul versante “editoriale” sta vivendo un (ennesimo) momento di fibrillazione legato al caso Petrecca e alle polemiche sulla rinuncia di Andrea Pucci come co-conduttore della terza serata di Sanremo, ce n’è un’altra che sul versante corporate vede avvicinarsi la chiusura del cerchio su un passaggio cruciale. L’advisor per il Piano immobiliare avrà infatti il compito di gestire una delle operazioni di riordino patrimoniale più imponenti della storia aziendale, un tassello fondamentale per la trasformazione della Rai in una moderna “Digital Media Company” stando alle dichiarazioni dei vertici aziendali in sede di approvazione del Piano.

L’incontro con i sindacati

Sul tema le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fnc Ugl, Consal Libersind, Snater, Adrai (per i dirigenti Rai) e Usigrai e Unirai (per i giornalisti Rai) lo scorso 2 febbraio hanno incontrato il direttore generale Rai, Roberto Sergio. Lì l’azienda, si legge in un comunicato di Slc Cgil, «ha riconfermato la volontà di proseguire nell’applicazione integrale del Piano Industriale, basato sui due pilastri del Piano Immobiliare e del Piano Industriale e produttivo, con l’obiettivo di assicurare sostenibilità, efficienza, e la definitiva transizione di Rai verso una moderna Media Company».

Il prosieguo della nota evidenzia poi come dalla Tv pubblica sia stato fatto il punto sui dossier più sensibili di questo Piano che, insieme con il Piano industriale, è tra le principali attività seguite dal dg Rai e dal suo staff. Fra questi dossier: Milano, Roma e alcune sedi regionali destinate ad alienazione.

Il caso Milano

Milano è il caso emblematico. La Rai ha confermato che non ci saranno traslochi “ponte” tra Corso Sempione e Via Mecenate: si resterà dove si è finché non sarà pronto il nuovo centro di produzione al MiCo. Qui, a quanto risulta al Sole 24 Ore, l’obiettivo della Rai sarebbe quello di arrivare al 2032 con l’operatività di quattro studi attivi e, in aggiunta, uno studio multifunzione per la radio. La costruzione – costo indicato in 120 milioni – è a carico di Fiera Milano; Rai entrerà con un contratto d’affitto di 27 anni da 5,9 milioni l’anno. Questo nuovo hub permetterà di superare l’attuale e inefficiente frammentazione tra le sedi del capoluogo, portando l’intera produzione milanese sotto un unico tetto.

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