Storie Web domenica, Marzo 15

Italia-Stati Uniti, destini paralleli. Si è detto mille volte, per esempio, che Sanremo è il Superbowl italiano, nel senso dell’evento televisivo più atteso e importante del palinsesto annuale. E così, mentre qui da noi il governo di Giorgia Meloni monopolizza il dibattito politico con il caso del ritiro del comico d’area Andrea Pucci dal prossimo Festival della canzone italiana, Donald Trump continua a polemizzare contro la partecipazione del rapper portoricano Bad Bunny come ospite canoro alla partita che decide la stagione del football americano. Alla faccia delle violenze dell’Ice, dei dazi e di relazioni internazionali non sempre coerenti. Ma ormai la politica, prima dei voti, va a caccia di like social.

Partiamo comunque dal campo di gioco. In un match senza storia i Seahawks di Seattle hanno dominato il Super Bowl LX stracciando i Patriots del New England 29 a 13, eppure il vincitore morale della finalissima del football americano è stato proprio il rapper trionfatore dei Grammy Bad Bunny che ha lanciato dal Levi’s Stadium un messaggio di unità al Paese: «Assieme siamo l’America, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore». Inevitabili le polemiche politiche, con «The Donald» che ha tuonato sul social di sua proprietà Truth: «È stato lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America. Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini».

Superbowl, trionfo dei Sehawks ma il vero vincitore è Bad Bunny

Photogallery23 foto

Reduce dalle tre vittorie ai Grammy domenica scorsa tra cui quello per Best Album, Bad Bunny, la superstar di Debi Tirar Mas Fotos che l’anno scorso aveva interrotto il tour negli Usa per non esporre i fan alle minacce dell’Ice, ha portato sul palco un assaggio della sua «Casita Rosa». Solo Trump poteva offendersi, come del resto aveva preannunciato alla vigilia. L’inquilino della Casa Bianca se ne è stato a Mar-a-Lago, avendo scelto di disertare il Super Bowl «per la lontanza» dalla West Coast ma anche per la scelta della Nfl di assegnare l’half time show a un cittadino americano che canta solo in spagnolo.

Trump aveva detto che avrebbe seguito in streaming il concerto pro-Maga del rocker di area Kid Rock messo in piedi dall’organizzazione di Charlie Kirk, Turning Point Usa: un medley di «old but goldies» e musica country conclusososi con l’appello agli spettatori a dedicare la vita a Gesù.

Per gli Usa il Super Bowl rappresenta una grande festa laica che, come il Thanksgiving, dovrebbe unire un Paese diviso. Nel dare il polso del suo «stato dell’Unione», il portoricano Bad Bunny ha ricreato allo stadio un vero e proprio villaggio popolato da star come Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba, ma anche persone prese dalla vita reale, una taqueria di Los Angeles e, da Brooklyn, uno degli ultimi social club portoricani rimasti a New York. C’era anche un bambino a cui l’ex cassiere di supermercato Benito Antonio Martínez Ocasio ha regalato il grammofono d’oro dei Grammy: a molti ha evocato il piccolo Liam Ramos, deportato dal Minnesota al Texas, un dramma che nelle scorse settimane ha commosso mezza America.

Condividere.