Consob e greenwashing
Il regolamento sui green bond europei e le nuove norme inserite nel Tuf hanno come obiettivo fondamentale quello di evitare il fenomeno del greenwashing. E Consob agisce come il garante della trasparenza contro questo rischio, assicurando che gli investitori abbiano la certezza che i proventi raccolti dalla società emittente siano effettivamente utilizzati per i progetti annunciati.
La normativa sui green bond Ue è infatti molto più stringente rispetto a quella prevista dai criteri stabiliti dall’Icma, l’associazione internazionale del mercato di capitali. In quest’ultimo caso, infatti, c’è un codice di autoregolamentazione che viene rispettato dai soggetti privati e pubblici; anche gli Stati europei hanno infatti già emesso titoli governativi nel rispetto dei criteri Icma. L’unica sanzione però è quella del mercato: se l’azienda o lo Stato non indirizza i proventi verso il progetto indicato nel prospetto dell’obbligazione, verrà meno l’elemento fiducia da parte degli investitori.
Nel caso degli EuGb, la sigla decisa da Bruxelles per questo tipo di bond, ci sono appunto sanzioni e una authority che vigila in maniera continua. Infatti la società o lo Stato emittente in questo caso deve pubblicare una relazione ex ante sui progetti da finanziare. Oltre ad allegare la certificazione di un terzo revisore che validerà il contenuto del documento. Inoltre, ogni 12 mesi dall’avvio dell’operazione, c’è da pubblicare una ulteriore relazione sullo stato dei lavori. Infine, terminato il progetto finanziato, sarà da pubblicare una relazione d’impatto che dovrà fornire una serie di parametri e risultati ambientali, misurabili, di quanto è stato realizzato. Su tutti questi passaggi vigileranno Consob e il mercato.
Primo green bond subordinato
In parallelo con le modifiche del Tuf, ci sono importanti novità sul versante emittenti. Protagonista di tali novità è il gruppo Terna che il 3 febbraio ha comunicato di aver «completato il collocamento di uno European Green Bond perpetuo, subordinato, ibrido, non convertibile per un valore nominale di 850 milioni di euro, destinato a investitori istituzionali», si legge in una nota di Terna. È la prima emissione in Italia di un green bond con tali caratteristiche. «Il prestito obbligazionario – è spiegato nel comunicato – è strutturato in una singola tranche e corrisponde una cedola fissa annua pari a 3,875 per cento» fino al 2 febbraio 2032. A partire da tale data, qualora non sia avvenuto il rimborso anticipato, al bond verranno applicati altri meccanismi per il calcolo degli interessi annui.










