Una girandola di esternazioni, sui temi più vari: dalla possibilità di andare in paradiso – “penso davvero che probabilmente dovrei farcela” – alla lista delle guerre risolte (quella del Sudan: “Siamo molto vicini a risolverla. Sarebbe la nona”), passando dall’accusa di aver messo il Dipartimento della Giustizia al servizio delle sue ragioni, politiche e non: “Non è vero, ma non ne avrei forse diritto? Perchè “nessun presidente è mai stato trattato come sono stato trattato io”. I temi toccati dal presidente Usa Donald Trump nel suo intervento al National Prayers Breakfast sono come fuochi d’artificio, con toni che sono un misto di autoesaltazione e distorsione della realtà.
L’elogio di Bukele: “Le sue prigioni dure ma umane”
Così, il presidente loda il salvadoregno Nayib Bukele, uno degli ospiti alla National Prayer Breakfast, definendolo “una delle mie persone favorite” e un “grande alleato” degli Stati Uniti. “Qualcuno di voi ha visto che gestisce delle prigioni molto grandi, fanno un lavoro molto umano, ma sono prigioni molto dure”, sottolinea ancora il presidente riferendosi in particolare alla super prigione Cecot costruita dal presidente di estrema destra per la detenzione di decine di migliaia di persone in una situazione di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e dello stato di diritto, secondo le denunce di Amnesty e altre organizzazioni per i diritti umani. Trump poi fa poi riferimento alla controversa deportazione di centinaia di immigrati, in particolare venezuelani, in questa famigerata prigione, mostrata dai video che lo scorso marzo hanno shoccato mondo dei prigionieri incatenati, costretti a stare piegati, rasati e spinti con forza da agenti dal volto coperto in mega celle- pollaio. “Noi abbiamo presentato molte delle persone che abbiamo catturato, gli assassini, i trafficanti di droga, la gente che entrata illegalmente nel nostro Paese ed ha già commesso grandi crimini”, commenta Trump.
L’attacco al repubblicano Massie, “qualcosa in lui non va”
In un altro passaggio Trump definisce “idiota” il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, che a volte vota contro il partito. Nel suo discorsoTrump affronta, tra gli altri, il tema della legislazione e spiega che i repubblicani in genere si uniscono dopo qualche espediente – tutti, ha detto, tranne Massie. “Otterremo il 100% dei voti tranne questo tizio di nome Thomas Massie. C’è qualcosa che non va in lui”. Massie, un deputato di orientamento libertario, si è attirato l’ira del presidente per aver affermato di non avere l’autorità di attaccare i siti nucleari iraniani senza l’approvazione del Congresso, per aver votato contro l’imponente disegno di legge di Trump sui tagli alle tasse e alla spesa pubblica e per aver lottato per la pubblicazione dei dossier su Jeffrey Epstein.
“Dem mi danno del dittatore, ma loro come Gestapo”
I democratici “dicono sempre: ’Trump è un dittatore’. Non sono un dittatore, loro lo sono stati. Sono stati come la Gestapo”, attacca ancora Trump durante l’intervento, ricordando che i democratici “hanno arrestato persone per essere andate in chiesa, hanno arrestato persone e le trattavano in modo orribile. Ho dovuto rimediare”. Altro bersaglio polemico del presidente è l’Unione Europea: “l’Europa si sta autodistruggendo e farebbero bene a darsi una svegliata”. Trump ribadisce che l’Ue ha un grosso problema legato ad immigrazione ed energia. Ricordando il suo intervento a Davos, meeting che il presidente definisce “stupido”, Trump chiarisce: “Io dico le cose come stanno, stanno distruggendo il loro paese. Mi piacerebbe vederli rimettersi in sesto molto presto, ma per loro sarà impossibile”.







