Storie Web domenica, Febbraio 1
L’AI entra nella fase industriale: perché il 2026 sarà l’anno della verità per i CIO

“Oggi vediamo ritorni evidenti dai progetti in cui si è investito, ma molte aziende non hanno ancora le competenze e la governance necessarie per scalare l’AI al suo pieno potenziale”, spiega Matt Dobrodziej, President of Europe di Lenovo. “Con il passaggio verso l’Agentic AI e l’obbligo di conformità all’AI Act europeo, chi non integrerà fiducia e scalabilità fin dall’inizio rischia di perdere ritorni concreti”.

Agentic AI: l’AI che agisce

Se l’AI generativa ha trasformato la capacità di produrre contenuti, la cosiddetta agentic AI rappresenta il passo successivo: sistemi che non si limitano a rispondere, ma impostano obiettivi, gestiscono processi multi-step e possono operare in autonomia sotto supervisione umana. Secondo la ricerca, l’agentic AI è il primo obiettivo strategico dei CIO per il 2026, ma solo una minoranza di organizzazioni è pronta a scalarla pienamente: il 21% la utilizza oggi, il 65% dichiara di essere pronto a scalarla nelle proprie operation entro dodici mesi, ma l’adozione resta in fase esplorativa per la maggior parte. La sfida qui è duplice: tecnologica e di controllo. Automatizzare processi complessi solleva interrogativi su supervisione umana, responsabilità e gestione del rischio che richiedono regole chiare. Ma la strada ormai è tracciata. Secondo alcune previsioni IDC, l’agentic AI non rimarrà confinata a prototipi: è attesa una crescita tale da raddoppiare la produttività della forza lavoro entro il 2027, superando l’impatto attuale dell’AI generativa.

L’ibrido come standard

Sul fronte infrastrutturale si consolida un modello: l’architettura ibrida. L’82% delle organizzazioni vede oggi l’AI in un contesto ibrido che combina cloud pubblico, infrastrutture on-premise e edge computing, bilanciando requisiti di performance, costi, sovranità dei dati e compliance. In pratica l’AI deve stare dove sono i dati e dove serve valore, non solo nel cloud. Proprio al recente CES 2026 Lenovo ha ampliato questa visione presentando la piattaforma Lenovo Hybrid AI Advantage e nuove soluzioni che semplificano l’esecuzione dell’AI in ambienti ibridi, con nuovi strumenti di inferenza, agenti intelligenti e automazione delle operazioni AI su server, dispositivi e cloud.

L’Italia tra i leader

Il nostro Paese si posiziona ai vertici europei. Il 74% delle aziende italiane è in fase avanzata di adozione, sopra la media regionale. Il 90% prevede di aumentare gli investimenti nel prossimo anno. I primi ritorni tangibili si registrano in IT, data analytics, cybersecurity e marketing. Cresce l’attenzione verso sicurezza, automazione e sviluppo delle competenze interne, con quasi un quarto delle imprese italiane pronto a puntare sull’Agentic AI. Va precisato però che la fotografia riguarda esclusivamente il mondo enterprise: tutte le organizzazioni coinvolte hanno oltre 1.000 dipendenti, con una quota significativa sopra i 10.000. Le PMI, che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano, operano con dinamiche, risorse e strutture diverse.

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