Storie Web lunedì, Gennaio 26
Gaza, Israele riaprirà il valico di Rafah con l’Egitto

Israele ha accettato di riaprire il valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, quando saranno concluse le ricerche dell’ultimo ostaggio deceduto ancora da recuperare, il poliziotto Ran Gvili. Lo ha annunciato nella notte l’ufficio del primo ministro, precisando che il passaggio sarà limitato alle persone – dunque merci escluse – e sottoposto a supervisione israeliana.

Secondo la nota, l’apertura è subordinata al fatto che Hamas compia uno sforzo «al 100 per cento» per individuare il corpo di Gvili, anche se non è condizionata al suo effettivo ritrovamento. Il valico sarà attivato solo dopo il completamento di un’operazione che mira a «sfruttare appieno tutte le informazioni di intelligence ottenute nell’ambito degli sforzi per localizzare e recuperare il corpo dell’ostaggio».

L’annuncio è arrivato al termine di una riunione del gabinetto di sicurezza dedicata alla prospettiva di riaprire il confine, dopo che la scorsa settimana Ali Shaath – capo di un comitato palestinese transitorio sostenuto dagli Stati Uniti incaricato di amministrare temporaneamente Gaza – aveva dichiarato che Rafah sarebbe stato riaperto in settimana. Poco prima della convocazione del gabinetto, l’ufficio del primo ministro aveva comunicato l’avvio di una «operazione su larga scala» nel fine settimana, concentrata su un cimitero nel quartiere Tuffah di Gaza City, a seguito di nuove informazioni sull’ubicazione del corpo.

Il valico, sul fronte di Gaza, è sotto controllo militare israeliano dal 2024 ed è rimasto uno degli elementi chiave ancora irrisolti del cessate il fuoco mediato da Trump nell’ottobre 2025.

Ostilità interne

Una decisione – quella di consentire la riapertura del valico – criticata duramente dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano: «Abbiamo fatto grandi cose come, uccidere decine di migliaia di terroristi, ma non abbiamo ancora eliminato completamente Hamas», avrebbe dichiarato ieri sera Itamar Ben Gvir in una riunione di gabinetto. «Dobbiamo smantellarlo e disarmarlo. Basta con l’ingenuità di Jared Kushner e Steve Witkoff: se il valico di Rafah verrà aperto sarà un grave errore e un pessimo messaggio», avrebbe proseguito Ben Gvir riferendosi agli inviati del presidente americano Donald Trump. Il ministro per gli Insediamenti e i progetti nazionali Orit Strock, da parte sua – secondo fonti d’agenzia – avrebbe accusato Israele di aver consegnato Gaza all’Autorità nazionale palestinese (Anp), insistendo sul fatto che l’Anp non può avere alcun ruolo nella gestione dell’enclave.

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