
Tra i virus influenzali attualmente in circolazione nel nostro Paese la variante K è nettamente prevalente, mentre nessun campione analizzato indica la circolazione di ceppi aviari. Lo precisa l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), relativo alla settimana dal 12 gennaio al 18 gennaio.
Nel dettaglio “per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1) pdm09. Anche nel flusso ospedaliero si osserva una percentuale più alta di virus A(H3N2) rispetto a quella dei virus A(H1N1) pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato positivo per influenza di tipo A ‘non sottotipizzabile’ come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari”
Le analisi di sequenziamento in corso dall’inizio della sorveglianza evidenziano che tra i ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia il subclade K è nettamente prevalente, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09, tutti i ceppi si raggruppano esclusivamente nel subclade D.3.1 nell’ambito del più ampio clade 5a.2a.1 al quale appartengono anche i ceppi vaccinali”.
Il possibile picco superato, “ma serve ancora cautela”
“Con circa 720mila contagi a settimana, direi che siamo sicuramente in calo”. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano Anche per Gianni Rezza professore straordinario di Igiene e Sanità pubblica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano “finito il periodo delle festività natalizie, l’influenza non sembra però rialzare la testa più di tanto” scrive sulla sua pagina facebook Rezza.
Curva dell’influenza in calo
La scorsa settimana sono stati registrati 720 mila casi di infezioni respiratorie acute, oltre 100 mila in meno rispetto a 7 giorni prima. Il calo riguarda tutte le fasce di età, salvo quella dei più piccoli, in cui negli ultimi 7 giorni si è verificata invece un’inversione di tendenza. Qui l’incidenza è in salita tra i bimbi piccoli: tra quelli di a 0-4 anni siamo a circa 33 casi per 1.000 assistiti. Sono i dati salienti dell’ultimo bollettino della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità.











