
La nuova Ferrari di F1, la SF26, si ispira graficamente a un modello anni ’70, la 312 T. Non è un richiamo casuale, evidentemente: quella monoposto, guidata nel 1975 da Niki Lauda, è ricordata come la vettura della rinascita, quella che riportò i mondiali costruttori e piloti a Maranello a distanza di undici anni dall’ultima volta, ovvero da quando a vincere era stata la rossa guidata dal pilota britannico John Surtees nella stagione 1964.
La stessa rinascita che cerca oggi il Cavallino Rampante, a 19 anni di distanza dall’ultimo mondiale conquistato da Kimi Raikkonen.
“La SF-26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula 1 e per Ferrari che propone, nello stesso anno, nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti. Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l’inizio di un percorso completamente nuovo, costruito su regole diverse che vede tutti i concorrenti dover fare i conti con non poche incognite”. Così il team principal della Ferrari Frederic Vasseur nel giorno della presentazione della SF-26, la monoposto di Maranello che gareggerà nel mondiale di F1.
“Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende -aggiunge Vasseur -, dalla settimana prossima a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura. In questa prima fase la priorità sarà imparare quanto più possibile e iniziare a costruire basi solide sulle quali il lavoro in vista dell’inizio della stagione”.
SF26 – Ferrari Niki Lauda 1976 (Ansa/Ipa)
F1: Ferrari svela la SF26 (Ansa)
F1: Ferrari svela la SF26 (Ansa)










