
Il Senegal vince la Coppa d’Africa battendo il Marocco dopo i tempi supplementari nella finale disputata allo Stade Prince Moulay Abdallah di Rabat. Decisivo un gol del centrocampista Pape Gueye nei primi minuti dell’extra-time, al termine di una partita tesa, spezzettata e carica di episodi, chiusa solo oltre il 120′. La sfida si era trascinata ai supplementari dopo il rigore fallito da Brahim Díaz al 114′ (dei tempi regolamentari): il giocatore del Real Madrid aveva tentato il pallonetto, ma Édouard Mendy era rimasto in piedi, neutralizzando il tiro e gelando lo stadio. Un episodio che ha inciso profondamente sull’inerzia della gara. Il tutto dopo un incredibile momento, quando il direttore aveva assegnato il penalty, con il Senegal che aveva deciso di abbandonare il terreno di gioco, per poi rientrare. Ma tornando alla gara nel tempo supplementare il Senegal, guidato in panchina da Pape Thiaw, ha mostrato maggiore lucidità nella gestione dei momenti chiave, alzando il baricentro e affidandosi all’esperienza dei suoi uomini simbolo, su tutti Sadio Mané. Il Marocco ha provato a reagire spinto dal pubblico di casa, ma ha faticato a ritrovare ordine e precisione dopo il rigore fallito. I Leoni della Teranga avevano raggiunto la finale superando l’Egitto di Salah, mentre i padroni di casa si erano guadagnati l’ultimo atto battendo la Nigeria ai rigori. Con questo successo il Senegal conquista la seconda Coppa d’Africa della sua storia, dopo quella del 2021.
Per il Marocco resta l’amarezza della sconfitta davanti al proprio pubblico, ma anche la consapevolezza di un percorso ormai strutturato: dai risultati storici ai Mondiali in Qatar alla crescita del movimento giovanile, il progetto avviato oltre dieci anni fa continua a produrre risultati e a consolidare una presenza stabile ai vertici continentali.









