Storie Web domenica, Gennaio 18
Meloni incontra le imprese italiane in Corea: «L’Italia attrae, margini per crescere»

Uno scambio di vedute sullo scenario commerciale, ma soprattutto sui margini di crescita. Giorgia Meloni ha incontrato oggi a Seul una rappresentanza delle circa 120 aziende italiane che operano in Corea, con un fatturato complessivo di 3,2 miliardi di euro. Incoraggiante il messaggio inviato dalla premier, che domani (domenica notte in Italia) vedrà il presidente coreano Lee Jae-myung: il Paese – quarto partner commerciale in Asia ma primo a livello pro capite per le nostre esportazioni – è tra gli Stati ad alto potenziale inseriti dal Governo nel Piano d’azione per l’export. Tra i comparti più attrattivi ci sono lusso, moda e cosmetica.

Da Intercos a Tod’s, ecco chi c’era

Un invito a cogliere le opportunità, quello della premier, e una promessa di sostegno. Tra le imprese presenti, come anticipato oggi sul Sole 24 Ore in edicola, Intercos, leader mondiale nella produzione di cosmetici e make-up (fatturato di oltre un miliardo); Danieli, che primeggia nella produzione di impianti siderurgici (detiene oltre il 90% del mercato mondiale nel settore dei prodotti lunghi); Tod’s, l’azienda del lusso (suoi anche i marchi Hogan, Fay e Roger Vivier) controllata dalla famiglia Della Valle; Marposs, azienda globale che opera nelle soluzioni per il controllo qualità e la misura di precisione dei processi industriali. Presente all’incontro anche un italiano “prestato” a un colosso coreano dell’elettronica: Marco Porcini, dallo scorso aprile presidente e chief design officer di Samsung Electronics.

Obiettivo: aumentare l’interscambio

Il 5 settembre a Seul si era svolto un Business Forum con 180 aziende italiane e coreane dedicato a quattro settori strategici: intelligenza artificiale; economia circolare e transizione energetica; farmaceutica e medicale; aerospazio, automotive e mobilità sostenibile. Dal 2012, anche grazie all’accordo di libero scambio Ue-Corea, gli scambi bilaterali tra Corea e Italia sono cresciuti del 56%, con un valore di 11,4 miliardi di euro nel 2024. Anche se nei primi otto mesi del 2025 l’interscambio è stato di 7,3 miliardi contro i 7,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. In altre parole: si può migliorare. Soprattutto considerando che la Corea è una potenza industriale che non smette di crescere: il Pil è stimato quest’anno intorno ai 1.799 miliardi di euro.

Il bilaterale con Lee Jae-myung e l’intesa sui chip

L’evento della scorsa primavera – sottolinea Palazzo Chigi – ha testimoniato l’interesse reciproco e le ampie prospettive di cooperazione economica bilaterale. Che saranno rilanciate nel vertice tra Meloni e Lee Jae-myung presso la Blue House, il palazzo presidenziale: come già sottolineato, è la prima visita di un premier italiano da 19 anni. L’ultimo fu Romano Prodi. I due leader faranno il punto sui reciproci rapporti politici, economici, industriali e culturali e assisteranno alla firma di una serie di intese. Tra loro, un accordo per potenziare la cooperazione industriale in materia di semiconduttori (ambito in cui la Corea eccelle, grazie a giganti come Samsung e SK Hynix, affiancati da aziende come MagnaChip Semiconductor, Simmtech e Seoul Semiconductor). In programma anche intese su protezione civile e tutela del patrimonio culturale.

I rapporti con il Giappone e il dilemma Cina

Il faccia a faccia sarà importante anche dal punto di vista politico. Lee ha appena riannodato i rapporti diplomatici con la Cina, interessata a integrare maggiormente le rispettive economie anche in chiave anti-Usa e anti-Giappone. Ma le relazioni di Seul con il Sol Levante restano salde, come ha provato il recentissimo duetto alla batteria suonando canzoni K-pop eseguito da Lee e dalla premier giapponese Sanae Takaichi al termine dei colloqui ufficiali. Premier con cui Meloni ha appena siglato una dichiarazione congiunta piena di riferimenti all’aggressività commerciale cinese. C’è da scommettere che i toni a Seul saranno diversi.

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