Storie Web domenica, Gennaio 18
Sigilli al Piper, la storica discoteca romana sottoposta a sequestro preventivo

Sigilli al Piper, storica discoteca della Capitale. I sigilli sono stati apposti dopo una verifica legata alla stretta sui controlli per verificare la sicurezza dei locali pubblici, per evitare stragi come quella di Crans Montana. La discoteca, inaugurata nel 1965, è stato uno dei locali storici del boom degli anni Sessanta. Diventò presto il centro della bella vita romana.

Sottoposto a sequestro preventivo

Il locale di via Tagliamento,a Roma, è stato sottoposto a sequestro preventivo, che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria. All’interno la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali all’impianto, rischi sotto il profilo dell’evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone più alto rispetto a quello dovuto. I controlli della Questura nei locali di Roma vanno avanti da tempo e proseguono dopo la tragedia di Crans-Montana.

A Crans Jessica Moretti riprendeva col cellulare

Intanto dalle indagini condotte in Svizzera, nell’ambito della tragedia di Crans Montana, è emerso che la proprietaria Jessica Maric, sottoposta all’obbligo di firma, avrebbe fatto delle riprese col cellulare della notte di fuoco di Capodanno che ha distrutto Le Constellation. La donna sarebbe stata immortalata nei video di alcuni clienti del locale, mentre riprendeva la fila di camerieri con le bottiglie scintillanti e l’inizio del rogo, che ha ucciso 40 persone, di cui sei italiani (Nomi delle Vittime (Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano; Achille Barosi, 16 anni, di Milano; Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna; Riccardo Minghetti, 16 anni, di Roma; Emanuele Galeppini, 17 anni, di Genova; Sofia Prosperi, 15 anni, italo-svizzera). I feriti sono stati 117. Una versione che vede in campo più testimoni, compresa una delle cameriere sopravvissuta al rogo. Jessica aveva invece dichiarato nell’interrogatorio con i magistrati svizzeri di non avere nel cellulare video della serata della strage. La gente non gridava, molti non avevano visto le fiamme.

Le accuse ai magistrati svizzeri

Intanto alla procura di Sion è giunta l’istanza dell’avvocato Jordan che accusa i magistrati di aver perso tempo, permettendo alla coppia Moretti di cancellare prove determinanti. A partire dagli account social del locale poche ore dopo l’incendio, mentre ancra si lavorava per salvare le vittime. I telefoni dei due sono stati sequestrati solo il 9 gennaio, dopo le istanze degli avvocati.

Fuochi d’artificio e botti, i Paesi dell’Ue in campo per limitarne l’uso

Dopo gli incidenti che si sono registrati nei diversi Paesi dell’Ue, legati all’uso di petardi e fuochi pirotecnici durante le feste di Natale e Capodanno si cerca di limitarne l’uso. «Stiamo valutando come limitare ulteriormente le condizioni per la vendita, l’acquisto e l’uso di fuochi d’artificio, nonché sanzioni più severe», ha annunciato il Mup. Il problema dei fuochi d’artificio è sempre al centro dell’attenzione: «in Croazia, 13 persone sono rimaste gravemente ferite, di cui sette bambini di età inferiore ai 14 anni. Ventotto persone sono rimaste leggermente ferite, di cui dodici bambini di età inferiore ai 14 anni. Oltre ai feriti, i fuochi d’artificio hanno causato anche incendi, come quello del 31 dicembre a Zara». Conseguenze simili degli effetti pirotecnici sono state registrate in tutta Europa, con due persone uccise in incidenti con fuochi d’artificio nei Paesi Bassi, tra cui un sedicenne, e due persone uccise anche a Bielefeld, in Germania, e decine di feriti in tutto il paese. Il servizio cita anche l’incidente avvenuto in Svizzera con i 40 morti di Crans-Montana.

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