
Per quanto riguarda il giudizio sulla scuola, il 59,4% del campione giudica “favorevolmente” la disponibilità di servizi offerti quali, ad esempio, corsi di recupero e attività culturali, mentre è negativo il giudizio relativo alle infrastrutture scolastiche come palestre, strumenti digitali, biblioteche, ritenute dal 43,3% del campione “insoddisfacenti”. Ma dentro i muri della scuola c’è anche un 12% dei ragazzi intervistati che dichiara di avere subito atti di bullismo.
Quasi la metà dei ragazzi e delle ragazze, pari al 46,5%, non ha letto alcun libro nell’ultimo anno, al di fuori dei testi scolastici, mentre il 33,4 % afferma di essere connesso a dispositivi on line per più di 5 ore al giorno e il 54,9 % da 1 a 5 ore al giorno. Il 42,8 % non fa alcuna attività sportiva e solo il 13,1% frequenta un’associazione.
Lo studio ha adottato un approccio metodologico misto, combinando la raccolta di dati su vasta scala con interviste qualitative rivolte a esperti e operatori del settore.
Rispetto al territorio, gli intervistati indicano tra i motivi di insoddisfazione, la pulizia delle strade (63%), la percezione di insicurezza rispetto ad episodi di criminalità (41,6%), l’isolamento dovuto alla scarsità dei servizi pubblici (27,7%). La speranza (29,6%) e l’ansia (27,4%) sono i due stati d’animo prevalenti con cui i ragazzi guardano al futuro: la condizione di ansia affligge soprattutto le ragazze (34%), mentre circa il 10 % degli intervistati dichiara di non riflettere sul proprio domani. Dal campione analizzato emerge che i ragazzi non pensano di poter avere un futuro “appagante” restando in Italia o nel proprio luogo di residenza, mentre guardano con maggiore fiducia a un futuro all’estero. Il 50,9 % degli intervistati è convinto della necessità di sostenere i ragazzi e le ragazze in condizioni di difficoltà economiche, in modo che possano proseguire gli studi e inserirsi nel mondo del lavoro attraverso percorsi formativi di qualità per avere contratti stabili e una retribuzione adeguata (49,1 %).
L’indagine pertanto mette in luce che gli ostacoli alla crescita dei giovani risiedono in deprivazioni sistemiche e multidimensionali. Le ’Barriere invisibili’ rappresentano dunque quel complesso reticolo di mancanze sociali, familiari e ambientali che limitano lo sviluppo del potenziale dei minori.












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