
“Dietro richiesta della Danimarca, ho deciso che la Francia parteciperà alle esercitazioni congiunte organizzate dalla Danimarca in Groenlandia, l’operazione “Endurance Arctique”, ha scritto sul suo account di X Emmanuel Macron, nel corso della notte. “Dei primi militari francesi sono già in viaggio. Altri seguiranno”, ha aggiunto il presidente francese. Macron ha convocato per questa mattina all’Eliseo una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza nazionale per discutere della situazione in Groenlandia e delle manifestazioni in Iran. Saranno presenti ministri e vertici militari. La riunione arriva mentre i primi 15 soldati francesi sono arrivati in Groenlandia, in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti sul controllo del territorio artico.
Rasmussen: rispetto della Carta Onu nostra linea rossa
Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha ricordato su Facebook la posizione del regno dopo l’incontro di ieri a Washington fra diplomatici americani, danesi e groenlandesi che si è concluso con la constatazione di un ”fondamentale disaccordo”.
“La posizione degli Stati Uniti è che devono prendere il controllo della Groenlandia. Continuiamo a credere che la sicurezza a lungo termine possa essere garantita nel rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca e del diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese. Rispettando il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Questa è la nostra linea rossa”, ha affermato, prima di aggiungere: “siamo nel 2026: si può commerciare con le persone, ma non si possono commerciare le persone”.
Diplomatici europei: «Vance ci odia»
Intanto. trapelano indiscrezioni sul clima dei colloqui di Washington, tutt’altro che positivo secondo la delegazione europea. “Vance ci odia”, ha dichiarato un diplomatico europeo al giornale Politico, commentando l’incontro. Secondo fonti diplomatiche ascoltate da Politico, l’ostacolo principale nel dialogo tra Stati Uniti e Unione europea è il fatto che il viceprensidente statunitense JD Vance provi un profondo risentimento nei confronti del Vecchio continente. L’annuncio che il vicepresidente avrebbe guidato i colloqui di Washington sulla Groenlandia ha allarmato la parte europea. “È il duro”, ha detto lo stesso diplomatico, aggiungendo che “il fatto che sia lì la dice lunga e penso che sia negativo per l’esito”.









