
Il sindaco di Londra Sadiq Khan, nel consueto discorso di inizio anno alla Mansion House in programma per la serata di giovedì 15 gennaio, si appresta a lanciare l’allarme sull’impatto devastante che l’intelligenza artificiale rischia di avere a livello occupazionale nella City. Lo anticipa il Financial Times, secondo cui il primo cittadino avvertirà che l’Ai potrebbe «inaugurare una nuova era di disoccupazione di massa» se i ministri non adotteranno misure proattive.
Londra sarà «in prima linea nel cambiamento», dato il numero di impieghi amministrativi e la dipendenza della città dalla finanza, dai servizi professionali e dalle industrie creative, dirà Khan. Il sindaco sosterrà che «abbiamo il dovere morale, sociale ed economico di agire», perché, senza un intervento, i vecchi ruoli scompariranno più rapidamente di quanto ne verranno creati di nuovi. I lavori entry-level saranno i primi a scomparire, privando i giovani del loro primo passo fondamentale nella carriera.
Il Comune sta lanciando una task force londinese sull’intelligenza artificiale e il futuro del lavoro, con competenze provenienti dall’industria e dal governo, per esaminare il potenziale impatto del cambiamento tecnologico sul mercato del lavoro in città. Ci sarà anche una formazione gratuita sull’Ai per i londinesi. Secondo un sondaggio del Comune, la metà dei lavoratori londinesi si aspetta che l’intelligenza artificiale influenzi in qualche modo il proprio lavoro nei prossimi 12 mesi. Durante il suo discorso annuale alla Mansion House, Khan dirà che la nuova tecnologia offre grandi potenziali vantaggi. «L’Ia potrebbe permetterci di trasformare i nostri servizi pubblici, aumentare la produttività e affrontare alcune delle nostre sfide più complesse».
Ma l’impatto sul mercato del lavoro sarà «a dir poco colossale». Il governo britannico una scelta: «Cogliere il potenziale dell’Ai e utilizzarlo come superpotenza per una trasformazione e una creazione positive, oppure arrendersi a esso e stare a guardare mentre diventa un’arma di distruzione di massa dei posti di lavoro».









