Storie Web venerdì, Gennaio 16
Allarme aviaria in Ue, 60 focolai in tre settimane

L’influenza aviaria continua a diffondersi nell’Unione Europea. In meno di un mese, alla Commissione Europea sono stati notificati sessanta nuovi focolai della malattia, nota come influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai). 

Lo riporta una decisione di esecuzione della Commissione, che fa un quadro aggiornato della diffusione in Europa del morbo. La malattia, che circola più rapidamente durante l’inverno, può trasmettersi all’uomo e viene monitorata con attenzione dai virologi per il rischio che il virus muti e possa diventare trasmissibile da uomo a uomo.     

L’influenza aviaria, ricorda la Commissione, è una malattia infettiva virale dei volatili che può avere “gravi conseguenze” per la redditività degli allevamenti avicoli, perturbando gli scambi all’interno dell’Unione e le esportazioni verso i Paesi terzi. I virus dell’Hpai, sottolinea, “possono infettare gli uccelli migratori, che possono poi diffonderli a lunga distanza durante le loro migrazioni autunnali e primaverili”. Di conseguenza, “la presenza di virus dell’Hpai negli uccelli selvatici costituisce una minaccia costante di introduzione diretta e indiretta di tali virus nelle aziende in cui sono detenuti pollame o volatili in cattività. In caso di comparsa di un focolaio di Hpai vi è il rischio che l’agente patogeno possa diffondersi ad altre aziende in cui sono detenuti pollame o volatili in cattività”.

Per questo motivo l’Ue adotta misure rigorose di protezione e contenimento della malattia, che però continua a diffondersi. “Dalla data di adozione della decisione di esecuzione Ue 2025/2660 (23 dicembre 2025, ndr) – riporta la Commissione – Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Svezia hanno notificato alla Commissione la comparsa di nuovi focolai di Hpai sul loro  territorio in stabilimenti in cui erano detenuti pollame o volatili in cattività”.   

In seguito alla comparsa di questi nuovi focolai, conclude la  Commissione, “Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Svezia  hanno adottato le misure di controllo della malattia prescritte dal  regolamento delegato Ue 2020/687, compresa l’istituzione di zone di  protezione e di sorveglianza attorno ai focolai”.

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