Storie Web martedì, Gennaio 13
Strade Sicure, quanti sono i militari utilizzati e cosa potrebbe cambiare in 12 domande e risposte

E quanti quelli che operano nell’ambito delle missioni all’estero?

Se da una parte oltre 6mila militari sono coinvolti nell’operazione “Strade Sicure”, dall’altra circa 7400 sono impiegati all’estero, suddivisi in 17 operazioni e 22 missioni, in 25 paesi, tra Europa e Bacino Mediterraneo, Medio Oriente e Africa.

Quando è stata avviata Strade Sicure?

“Strade Sicure” ha 18 anni. È nata infatti il 4 agosto 2008, a seguito della legge 125/2008 – governo Berlusconi -, che prevedeva la possibilità di impiego di personale militare appartenente alle Forze Armate per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, in aree metropolitane o densamente popolate. Il personale delle Forze Armate è posto a disposizione dei prefetti, da questi è impiegato per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché in perlustrazione e pattuglia congiuntamente alle Forze di polizia. Un’altra legge (178 del 30 dicembre 2020) ha prorogato l’operazione in relazione alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo, attraverso l’impiego di un contingente di personale militare delle Forze armate, che agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza a difesa della collettività, in concorso alle Forze di Polizia per il presidio del territorio e delle principali aree metropolitane e la vigilanza dei punti sensibili. Il primo contingente, costituito da 3.000 militari per un periodo di sei mesi, ha operato a disposizione dei prefetti delle province per svolgere servizi di vigilanza di siti e obiettivi sensibili, inclusa la vigilanza ai Centri per l’immigrazione, nonché compiti di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia. Nel tempo, successive disposizioni di legge hanno variato la consistenza del personale impiegato, la durata dell’operazione e hanno previsto la collaborazione delle Forze Armate nei servizi di controllo del territorio a tutela di obiettivi sensibili e per contribuire alla prevenzione e contrasto del terrorismo. Da ultimo, la manovra 2025 ha prorogato fino al 2027 l’impiego di un contingente di 6000 unità.

Quali risultati ha prodotto?

Gli ultimi numeri parlano di oltre 60 milioni di controlli effettuati a persone e veicoli, dall’avvio dell’operazione, e più di 100.000 soggetti fermati, arrestati o denunciati. Il bilancio delle attività include il sequestro di 2.000 armi, 17.000 veicoli e più di 2 tonnellate e mezzo di sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda i controlli sulla “Terra dei Fuochi”, il coinvolgimento dei militari ha permesso di individuare di quasi 2.000 roghi dolosi e oltre 8.300 siti di sversamento illecito di rifiuti, attraverso l’impiego di droni per monitorare e sorvegliare vaste aree.

La missione è sempre stata la stessa o il perimetro è stato ampliato negli anni?

Con specifiche decisioni del Governo, ma sempre nell’ambito della stessa operazione, sono stati assegnati ulteriori compiti legati a particolari esigenze di sicurezza del territorio. Dal 2008 l’operazione ha visto variare la sua consistenza numerica a seguito di provvedimenti adottati nel corso di specifici eventi (es.: EXPO 2015, “Giubileo straordinario della Misericordia”, G7, sisma nel Centro Italia e sull’Isola di Ischia, XXX Universiade e Vertice G20 di Roma) oppure per fronteggiare esigenze di sicurezza di alcune specifiche aree del territorio nazionale (es.: “Terra dei Fuochi”) o nell’ambito delle attività connesse a particolari situazioni emergenziali (ad esempio, l’emergenza Covid per il quale il contingente dell’operazione è stato rafforzato con 753 militari da maggio 2020 a marzo 2022). In occasione del Giubileo della Misericordia, oltre 1500 militari, impiegati su tutto il territorio nazionale e prevalentemente su Roma, hanno garantito la sicurezza dei siti giubilari, anche per mezzo di un potenziamento dedicato del dispositivo di Difesa aerea a cura dell’Aeronautica Militare.

Cosa possono fare i militari?

Il piano di impiego del personale delle Forze armate è adottato con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica integrato dal Capo di stato maggiore della difesa e previa informazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Ministro dell’Interno riferisce in proposito alle competenti Commissioni parlamentari. In concreto, i militari impegnati in Strade Sicure hanno la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, quindi effettuano fermi di identificazione o per la ricerca di armi o droga o in flagranza di reato. Non hanno tuttavia la qualifica di agenti di polizia giudiziaria, e quindi non possono svolgere attività di indagine di propria iniziativa, ricevere denunce o procedere a interrogatori formali.

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