
A Gaza i team di Medici Senza Frontiere (Msf) continuano a fornire assistenza medica in 6 ospedali, 2 ospedali da campo e diverse cliniche, nonostante all’organizzazione medico-umanitaria sia stata rifiutata da Israele la registrazione che consente di operare nei Territori occupati palestinesi.
A Gaza i team di Medici Senza Frontiere (Msf) continuano a fornire assistenza medica in 6 ospedali, 2 ospedali da campo e diverse cliniche, nonostante all’organizzazione medico-umanitaria sia stata rifiutata da Israele la registrazione che consente di operare nei Territori occupati palestinesi.
Lo ha spiegato in una nota Claire Nicolet, coordinatrice dell’emergenza Gaza per Msf.
’’Gestiamo il 20% dei posti letto attualmente disponibili a Gaza, siamo il secondo distributore di acqua pulita nella Striscia, ma siamo anche in attesa sull’esito della nostra registrazione. Al momento non possiamo più far entrare rifornimenti, cosa che era già molto difficile. Siamo sempre a corto di alcuni farmaci o di altri materiali, e non poter far entrare aiuti renderà ancora più difficile operare’’, ha detto.
’’In questi giorni ci è stato rifiutato l’ingresso di forniture e di personale. Ciò significa che non possiamo nemmeno ruotare il nostro personale internazionale. E questo potrebbe significare che entro 2 mesi al massimo dovremo interrompere le attività. Il personale internazionale ha un ruolo molto importante perché è altamente specializzato. Ad esempio, abbiamo un chirurgo con una specializzazione che oggi non è facile trovare a Gaza. Offriamo cure specialistiche in diversi ambiti, come le ustioni.
Se si parla di ustioni a Gaza, si pensa immediatamente a Msf’’, ha affermato Nicolet.







