La Protezione civile della Striscia di Gaza ha denunciato sei morti causati da attacchi israeliani avvenuti oggi, nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre. Tra le vittime figurano quattro bambini. Secondo il portavoce Mahmud Bassal, un drone ha colpito una tenda che ospitava sfollati nel sud della Striscia, uccidendo quattro persone, tre delle quali minorenni. In altri due raid sono morti una bambina di 11 anni e un adulto.
Saar: nessun reinsediamento di Gaza negli accordi col Somaliland
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha escluso che il reinsediamento dei palestinesi di Gaza rientri negli accordi firmati con il Somaliland. In un’intervista televisiva, Saar ha chiarito che le intese riguardano altri ambiti e non il trasferimento della popolazione della Striscia. Ha tuttavia lasciato aperta, in astratto, la possibilità che il Somaliland possa accettare palestinesi, precisando che non è un tema previsto dagli accordi. Le autorità locali avevano già smentito di aver accettato rifugiati da Gaza, mentre i piani di migrazione volontaria promossi da Israele si sono arenati dopo il venir meno del sostegno del presidente statunitense Donald Trump.
Gaza, il viceparroco costretto a lasciare la Striscia
Padre Yusuf Asad, viceparroco della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, dovrà lasciare la Striscia perché le autorità israeliane non gli hanno rinnovato il visto. Missionario del Verbo Incarnato, cinquantenne egiziano di Asyut, è stato per mesi il volto dell’accoglienza della comunità cattolica locale, arrivata a ospitare fino a 700 persone durante i primi mesi della guerra. In assenza del parroco, padre Gabriel Romanelli, Asad ha coordinato aiuti e attività pastorali insieme alle religiose del compound. La sua partenza, ancora senza una data certa, ha suscitato forte commozione tra i parrocchiani, che lo ricordano come un punto di riferimento umano e spirituale in una Gaza ferita.




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