
Dal taglio della seconda aliquota Irpef, che passa dal 35 al 33%, alla detassazione degli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi firmati tra il 2024 e il 2026. Dal fisco di favore su premi di produttività, lavoro notturno e festivi, al bonus lavoratrici mamme con due figli, che da 40 euro al mese sale 60 euro al mese.
Come hanno ricordato anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e la titolare del Lavoro, Marina Calderone, la cifra della manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera, è l’incremento di redditi e stipendi dei lavoratori. «Una cosa che ci chiedevano sia i sindacati che i datori di lavoro», hanno ricordato entrambi.
Partiamo dall’Irpef. Da gennaio scatta la riduzione di due punti della seconda aliquota: l’intervento coinvolge circa 13,6 milioni di contribuenti. Per i soggetti con reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale, maggiore di 200mila euro, l’aumento si sterilizza con una riduzione di 440 euro su alcune detrazioni.
Viene poi introdotta un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 ed entro il 31 dicembre 2026. La disposizione si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito, nell’anno 2025, non superiore a 33mila euro.
Secondo la relazione tecnica alla manovra si stima una platea di soggetti interessati a questa misura pari a circa 3,8 milioni di lavoratori dipendenti. Passa dal 5 all’1% l’imposta sostitutiva sui premi di produttività e si applica su importi che salgono da 3mila a 5mila euro (l’intervento vale anche per le quote di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti). Sempre secondo la relazione tecnica alla manovra si ipotizza una potenziale platea di soggetti coinvolti di circa 250mila unità.











