Storie Web sabato, Gennaio 17
Venezia, stop ai negozi apri-e-chiudi nel centro storico: -83% di chiusure

Il percorso normativo

Si tratta di azioni che arrivano alla fine di un percorso più lungo avviato dal Comune con la Regione Veneto: già nel 2018 infatti la giunta regionale aveva espresso una prima intesa sulla delibera comunale che limitava la ristorazione take away nel centro storico, rafforzata nel 2020 con le limitazioni introdotte nell’area di piazza San Marco e del ponte di Rialto, nel 2022 con la sperimentazione “anti-paccottiglia” e infine quest’anno con l’applicazione definitiva del provvedimento.

«Non è stato facile arrivare a fare una delibera del genere, perché non esiste una norma precisa che ci consenta di regolamentare i centri storici – prosegue l’assessore –. C’è il Dlgs 222/2016, che ci permette di intervenire in maniera molto mirata e ristretta per tutelare il patrimonio culturale, ma ad averlo utilizzato era solo Firenze e limitatamente al Ponte Vecchio, mentre noi avevamo bisogno di intervenire in tutta l’area più importante di Venezia».

Così è arrivata l’idea: individuare le strade soggette a maggior flusso turistico, grazie a una mappatura dei flussi pedonali nella città storica avviata nel 2014 e aggiornata nel 2022. In questo modo si arrivava a coprire più dei tre quarti delle nuove aperture commerciali. «Siamo intervenuti dove c’era business, ma restando nel perimetro normativo e lavorando in sinergia con Soprintendenza e Regione per individuare le zone precise su cui far ricadere il controllo del commercio – prosegue l’assessore -. A quel punto abbiamo capito che era una via percorribile e sensata, tanto che di recente abbiamo ricevuto l’attenzione di altre città come Milano, Firenze, Napoli e Roma».

La sinergia tra i comparti

Il modello però è difficilmente replicabile altrove, a meno che non si crei una vera sinergia tra i settori. «È ovvio che in una misura di questo tipo ci si scontri con diversi interessi economici di molti attori… per raggiungere un risultato così serve concertazione, serve che tutti facciano un piccolo passo indietro. Noi abbiamo lavorato con le categorie, ci siamo seduti con loro, abbiamo rivisto alcuni passaggi, perché se non fossimo stati tutti uniti sarebbe saltato tutto».

Decisiva per il risultato la collaborazione, tra categorie, istituzioni ma anche enti di ricerca. L’Università Iuav ha infatti supportato l’amministrazione comunale non solo nell’elaborazione degli interventi normativi, ma anche nella ricognizione puntuale delle botteghe storiche e delle loro insegne, producendo a conclusione della ricerca una mappa interattiva consultabile tanto dai cittadini quanto dai turisti, promuovendo così iniziative di valorizzazione anche dal basso.

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