Storie Web domenica, Gennaio 18
Il ddl Concorrenza è legge: cosa prevede e quali sono le novità

L’Aula della Camera ha definitivamente approvato con 127 voti favorevoli e 71 contrari il Ddl Legge annuale per il mercato e la concorrenza per il 2025. Il provvedimento è stato licenziato da Montecitorio con procedura d’urgenza per rispettare la scadenza del 31 dicembre disposta dagli impegni del Pnrr.

Il testo ricalca integralmente, in un unico articolo suddiviso in 24 commi, quanto previsto nel disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri (un’unica correzione introdotta in Senato riguarda il coinvolgimento della Conferenza delle Regioni nell’atto di indirizzo strategico in materia di valorizzazione delle conoscenze e di trasferimento tecnologico).

Controllo sugli enti locali

La legge interviene in diversi comparti, che vanno, tra gli altri, dai servizi pubblici locali alla ricarica dei veicoli elettrici, dai diritti aeroportuali agli accreditamenti delle strutture sanitarie. Il Ddl, in particolare, introduce misure in materia di servizi pubblici locali mirate al rafforzamento delle attività di verifica sulla situazione gestionale e di disciplina delle sanzioni comminate da Anac. Si prevede, nel dettaglio, che l’Autorità anticorruzione applichi la sanzione amministrativa tra 5mila e 10mila euro all’Ente locale che non abbia adottato la relazione sulla situazione gestionale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica o che non l’abbia pubblicata nel sito internet istituzionale.

Più mercato per le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici

Sono inoltre previste misure per favorire la concorrenza nella realizzazione e gestione a livello comunale delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici (è introdotto, tra l’altro, l’obbligo per i Comuni di strutturare le relative procedure competitive in modo da garantire una pluralità di soggetti attivi nella gestione delle infrastrutture di ricarica e, nel caso di richieste comparabili, di affidare prioritariamente la gestione di tali infrastrutture a soggetti che detengano meno del 40% del totale delle infrastrutture già installate).

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