
«Con le banche intesa chiusa, adesso va scritta» dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Se quindi l’intesa è già chiusa, si sta lavorando alla sua scrittura. «E si sa che non è facile passare dall’accordo alla scrittura» chiosa sempre Ciriani.
L’oro di Bankitalia
L’emendamento alla manovra sulla proprietà dell’oro detenuto dalla Banca d’Italia a firma Fratelli d’Italia, sul quale la Bce ha chiesto spiegazioni in merito alla sua finalità, “è lì sul tavolo, poi vedremo in che modo formularlo. Stiamo verificando, come scrivere il testo è tutto da vedere: si può migliorare, si può correggere ma rimane, troveremo una soluzione” ha riferito sempre Ciriani.
La battaglia sui Lep
Altro tema scottante è quello dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni), cioè i servizi minimi da garantire per attuare l’autonomia differenziata cara alla Lega. L’opposizione chiede di toglierli dalla legge di bilancio ma la maggioranza non ci pensa proprio. “Sì, i Lep rimangano in manovra. Noi abbiamo dato la disponibilità alle opposizioni, in particolare al Pd che aveva chiesto spiegazioni rispetto a questo tema, di una audizione in sede tecnica del ministro Calderoli. Questa disponibilità rimane” spiega ancora il ministro Ciriani (Fdi). “I Lep sono un tema importante che non può essere stralciato. C’è una questione di importanza politica e di urgenza, perché l’approvazione dei Lep è anche legata al federalismo fiscale che è una milestone del Pnrr. Quindi per vari motivi, di carattere tecnico-politico e di riuscire a stare nei tempi del Pnrr, non può essere stralciato” aggiunge ancora Ciriani.
Nuovo emendamento di FdI per prorogare Opzione donna
E torna anche il tema pensioni. FdI propone ancora una volta la proroga di Opzione donna. Lo fa riformulando la proposta di modifica giudicata più volte inammissibile per ragioni di copertura. La proposta, sempre a prima firma della senatrice Paola Mancini, proroga al 31 dicembre 2025 il termine entro il quale devono essere maturati i requisiti (35 anni di anzianità contributiva e almeno 61 anni d’età, ridotta di un anno ogni figlio fino ad un massimo di due) per accedere a trattamento pensionistico anticipato. L’emendamento amplia anche la platea e punta a includere non solo le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi ma anche le lavoratrici disoccupate dopo licenziamento, dimissioni o risoluzione consensuale o per la scadenza del lavoro a tempo determinato. Nella versione entrata nell’ultimo pacchetto di segnalati alla manovra, gli oneri vengono calcolati dal 2026 al 2032 e per i primi tre anni sono pari a 12,9 milioni di euro il prossimo anno, 36,5 milioni di euro l’anno successivo 2027, 56,9 milioni di euro nel 2028. Le coperture arrivano dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione.










