Storie Web lunedì, Gennaio 19
Imu ridotta o azzerata nei piccoli comuni per 100mila italiani all’estero

Imu azzerata o ridotta sulle case detenute in piccoli o micro centri per 100mila italiani residenti all’estero, che prima del trasferimento oltreconfine abbiano risieduto nel nostro Paese per almeno cinque anni. Il testo della proposta di legge 956, approvata in commissione Finanze alla Camera e attesa al voto finale dell’Aula in prima lettura, riscrive le condizioni per le agevolazioni destinate agli italiani residenti all’estero per un solo immobile detenuto in un piccolo centro (comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti) di ultima residenza e con un meccanismo ancorato al sistema delle rendite catastali dell’immobile. E con uno sconto del 50% anche su Tari e tariffa rifiuti.

Agevolazioni più ampie

La proposta di legge, che converge sul testo base di Toni Ricciardi (vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e relatore del provvedimento in Aula), estende un beneficio che finora è riservato esclusivamente ai pensionati in regime di convenzione internazionale con l’Italia. Di fatto il testo, su cui si è registrata un’unanimità tra le forze politiche di maggioranza e opposizione nella commissione Finanze (presieduta da Marco Osnato di Fratelli d’Italia), interviene sulle case situate appunto nei comuni con popolazione fino a 5mila abitanti.

Tre fasce di sconto

Il meccanismo prevede un’agevolazione su tre fasce. Fino a 200 euro di rendita dell’immobile l’Imu sarà completamente azzerata. Tra 201 e 300 euro l’Imposta municipale sugli immobili diversi dall’abitazione principale si applicherà in misura ridotta in misura del 40% del dovuto. Tra 301 e 500 euro il prelievo salirà al 67% ma comunque con uno sconto significativo rispetto a quanto attualmente dovuto.

Applicazione dal 2026

La modifica dovrebbe scattare dal 2026, compatibilmente con i tempi tecnici di approvazione del provvedimento che dopo l’ok della Camera dovrà passare all’esame del Senato. Ma come spiega Ricciardi «è un intervento molto atteso dagli italiani che vivono all’estero e che hanno un solo immobile nel paese di origine in cui spesso trascorrono solo pochi giorni all’anno».

Solo per una casa

Le agevolazioni, infatti, sono concesse per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato, e posseduta a titolo di proprietà. Casa che deve trovarsi nel comune di ultima residenza prima del trasferimento all’estero e a condizione che la popolazione complessiva del centro interessato non sia superiore a 5mila abitanti.

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