Storie Web lunedì, Gennaio 19
Rinnovabili, Legambiente: «Brusco rallentamento in Italia nel 2025. In frenata impianti e potenza installata»

In Italia il 2025 è un anno dal segno meno per le rinnovabili. In occasione della XVIII edizione del Forum QualEnergia, Legambiente scatta una fotografia: la rivoluzione energetica da fonti pulite, dopo anni di crescita segnati sino ad oggi dall’entrata in funzione di 2.074.971 impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili (fonte Terna), registra quest’anno un brusco rallentamento: cala il numero di impianti, le Comunità energetiche rinnovabili sono sempre più in affanno e l’Italia si conferma indietro rispetto all’obiettivo 2030 del decreto aree idonee.

Cala del 27%, nei primi 10 mesi 2025, il numero di impianti da fonti pulite installate

Nei primi dieci mesi del 2025, da gennaio a ottobre 2025, è calato del 27% il numero degli impianti rinnovabili realizzati in Italia rispetto allo stesso periodo del 2024. Sono 181.768 quelli realizzati da inizio anno in Italia. Parliamo di 67.231 installazioni in meno rispetto alle 248.999 realizzate da gennaio a ottobre 2024. Riguardo la potenza installata, le nuove installazioni nel 2025 si fermano a 5.400 MW (di cui 4.813 MW da solare fotovoltaico e 444 MW di eolico), un valore inferiore di 642 MW rispetto ai primi 10 mesi del 2024 registrando, così, una riduzione del 10,6% e di 2.080 MW in meno sul totale annuo dello scorso anno. Segno meno anche per la produzione di energia elettrica che si attesta a 98.712 GWh, con un -2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, conseguenza dovuta ad un importante calo di produzione dell’idroelettrico con meno 22,8%.

La battuta di arresto

Una battuta d’arresto complessiva che interrompe i risultati positivi degli ultimi anni: nei primi mesi del 2023, la produzione di energia era aumentata del +13,6% rispetto all’anno precedente; nel 2024 era stata pari al +23,9% sul 2023, con un totale di 101.198 GWh/a di energia pulita, pari al 32,4% dei consumi complessivi del Paese – 312.285 GWh/a – facendo registrare un record assoluto. In termini di potenza installata, invece, nel 2024, le installazioni complessive erano state superiori del 36,3% rispetto allo stesso periodo del 2023 (+1.608 MW), mentre tra il 2023 e il 2022 la crescita era stata addirittura del 88,3% (+2.079 MW). Unica buona notizia del 2025 riguarda il solare fotovoltaico. Anche se registra una contrazione sia di potenza installata (-12,2%) sia del numero di impianti (-27%), secondo Legambiente lascia ben sperare l’aumento della produzione, rispetto al 2024, del +24,3% segno che gli impianti fotovoltaici installati sono mediamente più grandi ed efficienti.

In affanno le Comunità energetiche rinnovabili

Oltre al brusco rallentamento delle rinnovabili, osserva ancora l’associazione ambientalista, nel 2025 preoccupa anche l’affanno delle Cer. Su 5 GW di potenza incentivabile da realizzare entro il 2027, chiesta dal Decreto Cer, l’Italia, denunciano Legambiente e Kyoto Club, ha realizzato negli ultimi cinque anni appena 115 MW. Parliamo di 1.127 realtà in tutto, con Lombardia con 181 configurazioni energetiche, Piemonte con 143 e Sicilia con 135 sistemi di autoconsumo, le tre regioni con più Cer. Un numero complessivo, quello delle 1.127 realtà, comunque esiguo per l’Italia. A pesare burocrazia, ostacoli fiscali, consueti ritardi nelle autorizzazioni, dinieghi da parte del distributore di zona fino ad arrivare ai tagli del Governo che, notizia di questi giorni, ha ridotto drasticamente i fondi Pnrr per le Cer passando da 2,2 miliardi di euro a 795,5 milioni. Altro alert rosso, il fatto che molti bandi regionali vadano deserti come accaduto, ad esempio, in Sicilia: parliamo di un bando da 61,5 milioni di euro, lanciato nel marzo 2025 con l’obiettivo di finanziare a fondo perduto fino al 40% e di favorire la nascita di circa 150 nuove Cer con impianti fino a 1 MW, andato completamente deserto. Al contrario dove i bandi funzionano il risultato è tangibile. Ad esempio, in Emilia-Romagna, attraverso due bandi, sono stati concessi contributi per circa 3,5 milioni di euro, che hanno portato alla costituzione di 71 nuove configurazioni energetiche.

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