Storie Web sabato, Aprile 5
Notiziario

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto sicurezza. Il disegno di legge Sicurezza finora all’esame delle Camere si trasforma dunque in decreto, depurato da tutti gli aspetti palesemente incostituzionali, come la norma che cancella il divieto di carcere per le detenute madri con figli sotto l’anno di età o quella che vincola la vendita di Sim ai migranti all’esibizione del titolo di soggiorno. Come anticipato sul Sole 24 Ore, il Consiglio dei ministri ha varato oggi un provvedimento urgente che ricalca tutti i 38 articoli (a cui ne aggiunge uno per l’entrata in vigore) del Ddl pronto per l’Aula di Palazzo Madama, in quanto già approvato dalla Camera e dalla commissione Affari costituzionali del Senato, ma obbligato alla terza lettura a Montecitorio. Il motivo sta non solo nei correttivi dettati dalla Ragioneria generale dello Stato sullo slittamento indispensabile degli impegni di spesa dal 2024 agli anni successivi, ma anche nelle altre modifiche inevitabili, di merito, che avrebbero dovuto sopraggiungere: quelle per recepire i rilievi emersi nell’interlocuzione con il Quirinale sui punti più controversi del Ddl.

Sit-in contro decreto sicurezza, scontri a Roma

Mentre il Cdm varava il decreto, vanno registrati scontri tra forze dell’ordine e i manifestanti in piazza del Pantheon a Roma contro il decreto sicurezza. Le forze dell’ordine hanno respinto i manifestanti che cercavano di forzare il blocco verso palazzo Chigi dopo avere lanciato delle bottiglie.

Meloni: norme necessarie in Dl sicurezza, nessun blitz

«Sono norme necessarie che non possiamo più rinviare. Ecco perché, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore». Così, si apprende, la premier Giorgia Meloni parlando nel Consiglio dei ministri che ha approvato la norma. «È una scelta – aggiunge – di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano. C’è chi l’ha definita ’scorciatoia’, chi addirittura un ’blitz’. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza»

«Tutela legale per polizia e militari»

Nel decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri è prevista una «specifica tutela legale a favore del personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico. In altre parole, i nostri agenti di polizia e i nostri militari che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio potranno continuare a lavorare e lo Stato sosterrà le loro spese legali, fino ad un massimo di diecimila euro per ogni fase del procedimento. Una norma sacrosanta che le nostre forze di polizia aspettano da molto tempo, e che è nostro dovere assicurare loro» ha detto ancora la premier Giorgia Meloni parlando nel Consiglio dei ministri. «La tutela legale è un supporto economico agli appartenenti delle forze dell’ordine, non significa immunità alle forze dell’ordine, si tratta di un supporto economico ma non è immunità» ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa post Cdm.

Piantedosi: bodycam per forze di polizia

Nel Dl sicurezza «prevediamo bodycam per il personale delle forze di polizia», uno strumento «molto atteso e molto richiesto dal personale delle forze di polizia». Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri di oggi.

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