Un gruppo di oltre 100 eurodeputati ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, per rivolgerle un “appello urgente per una proposta legislativa della Commissione per vietare il commercio dell’Ue con gli insediamenti illegali israeliani”. La missiva è stata promossa dall’eurodeputato irlandese di Renew Europa, Barry Andrews, e sottoscritta da esponenti per lo più di S&d, Left, Verdi e Renew e qualche popolare. “Le scriviamo in vista del Suo discorso sullo Stato dell’Unione europea e a seguito della Dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri sulla soluzione dei due Stati dell’8 settembre. La esortiamo a presentare finalmente una proposta legislativa per vietare il commercio dell’Ue con gli insediamenti illegali israeliani nei territori occupati”, scrivono i parlamentari.
Stop possibile anche senza unanimità
“L’Unione Europea ha a lungo rivendicato un ruolo di leadership nella regione, come uno dei principali sostenitori della soluzione a due Stati. Eppure sono il Regno Unito e il Canada, due dei nostri partner chiave, ad essersi impegnati ad agire a sostegno di questo obiettivo vietando il commercio con gli insediamenti”, si legge nella missiva. “L’urgenza di agire è solo aumentata da quando il governo israeliano ha pubblicato una gara d’appalto per l’insediamento E1 il 18 agosto, violando una linea rossa di lunga data dell’Ue In quanto custode dei trattati Ue, che richiede il rispetto del diritto internazionale nell’azione esterna dell’Ue, la Commissione deve proporre un regolamento appropriato senza ulteriori indugi”.
“Il Servizio giuridico del Consiglio ha confermato che l’articolo 207 TFUE” quello che riguarda la politica commerciale e quindi permetterebbe il ricorso alla maggioranza qualificata e non all’unanimità, “può fungere da base giuridica per tale misura, una conclusione condivisa da oltre 100 giuristi e da decine di organizzazioni per i diritti umani e sindacati”, scrivono.
Corrado (Pd): “Insediamenti sono violazione del diritto internazionale”
Tra i firmatari dell’appello compare anche Annalisa Corrado, eurodeputata e responsabile ambiente del Pd. Gli insediamenti – sottolinea Corrado in una nota – “sono una violazione del diritto internazionale e un ostacolo gravissimo alla soluzione dei due Stati. L’Europa deve passare dalle dichiarazioni ai fatti e utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per fermare questa espansione, sostenuta, alimentata e promossa dal Governo genocida di Netanyahu e dall’esercito israeliano”.
“La base giuridica per agire esiste e, come sottolineato nella lettera, l’articolo 207 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea consente di intervenire attraverso la politica commerciale comune. Ora la Commissione agisca: il rispetto del diritto internazionale non può essere un principio a geometria variabile e non può più essere calpestato davanti ai nostri occhi senza ricevere una reazione adeguata”, conclude.






