Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

«Negli ultimi tre anni sono saltati gli schemi della prevedibilità: il 2023 è iniziato con una crescita delle esportazioni a doppia cifra, ma tra il nuovo conflitto e le code della pandemia e della crisi energetica gli ultimi mesi hanno registrato un rallentamento. Le imprese italiane della moda, però, sono tra le migliori al mondo perché sanno creare nuove tendenze a livello globale: devono continuare a investire in ricerca e innovazione cercando anche sbocchi su nuovi mercati».

L’eccellenza italiana spinta oltre le complessità

A parlare è Matteo Zoppas, presidente di Agenzia Ice, l’Istituto del commercio estero che lavora a fianco delle pmi italiane e delle manifestazioni fieristiche: da una parte, infatti, porta buyer da tutto il mondo a Pitti Immagine e alle fiere e sfilate di Milano; dall’altra parte accompagna le piccole aziende su mercati che, con le rispettive sole forze, non potrebbero raggiungere.

Il 2024 si presenta come un anno molto complesso per la moda (e non solo). Nei primi 11 mesi del 2023 le esportazioni di moda maschile si sono attestate a +7% rispetto al 2022 con un rallentamento dovuto «sia alla diminuzione del potere d’acquisto sia alla crisi che ha investito il sistema distributivo con gli intermediari in crisi. L’impatto non è ancora quantificabile e quindi l’unica cosa da fare è aspettare e osservare cosa accadrà».

Mercati di nicchia dove sfruttare il potenziale

L’imperativo, però, è non rimanere con le mani in mano: «Alcuni indicatori, come per esempio quello dell’inflazione la cui corsa è rallentata, ci dicono che l’Italia può essere più competitiva rispetto ad altri Paesi – continua Zoppas – e quindi dobbiamo lavorare per sfruttare questo potenziale». Se i mercati chiave della moda made in Italy sono in parte in crisi – «la Germania ha rallentato molto ed essendo tra i nostri principali importatori questo ha un peso ponderale importante» – e in parte in una situazione poco prevedibile, come gli Usa, secondo Zoppas «è il momento di stabilire un contatto con mercati di nicchia ad alto potenziale come quelli del Sud Est Asiatico, tra cui Singapore, Indonesia e Filippine, e l’India, con la quale abbiamo in corso un dialogo crescente». Poi c’è la Cina: «È un mercato strategico per l’Italia, perché la capacità di spesa sta crescendo. Il fatto che di recente abbiano abolito l’obbligo di visto per viaggiare dall’Italia alla Cina aiuterà le imprese».

Oggi in vigore la nuova legge per il Made in Italy

Proprio oggi entra in vigore la legge 206/2023 a tutela del Made in Italy, pensata per proteggere e promuovere il “fatto in Italia”, moda inclusa: «Dobbiamo aumentare la competitività e creare nuove condizioni per il commercio all’estero, sia B2B sia B2C», commenta Zoppas. Che chiosa: «Firenze con Pitti e Milano con la fashion week hanno un ruolo ancor più centrale rispetto al passato nella moda mondiale. Il plauso va agli imprenditori e alle loro maestranze, quelle che davvero danno vita al made in Italy».

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