Storie Web martedì, Luglio 16
Notiziario

La tendenza e i numeri parlano chiaro: il consumo di vino bianco o spumante, soprattutto d’estate, con aggiunta di ghiaccio o acqua è in crescita, così come si registra un aumento di uso di vino nella mixology: trend di evidente successo negli Stati Uniti e da qualche tempo diffuso anche in Italia. Aggiungere acqua al vino è una prassi storicamente molto diffusa, a partire dalla Grecia antica.

A Venezia i lavoratori dell’Arsenale, l’enorme e oggi dismesso cantiere navale della città, nelle pause di lavoro bevevano vino bianco allungato con l’acqua; quindi è assai probabile che i soldati delle truppe austriache – ai quali si riconduce per eredità di tradizione la nascita dello spritz – abbiano semplicemente adottato una prassi già consolidata da quelle parti. Ancora oggi i veri veneziani – intesi come autoctoni – quando chiedono uno spritz in uno dei numerosi “bacari” intendono acqua e vino, non già il moderno e diffuso mix di bitter e prosecco.

Con buona pace degli appassionati di vino più intransigenti (e con l’auspicio di un pizzico di clemenza da parte dei sommelier professionisti) dico che il matrimonio fra acqua e vino non mi scandalizza affatto e può essere un gradevole rimedio al caldo estivo in luogo delle varie bibite gassate, piene di zuccheri o edulcoranti chimici.
Se si fa eccezione per i vini di ottima qualità e alto prestigio – che mi farete la cortesia ammodo di evitare di diluire con acqua – ho le prove reali di quanto spesso sia indicato infliggere quella gestualità a prodotti modesti che per questioni di stile e buon uso di mondo eviterò qui di menzionare.

Di contro è pur vero che un bicchier d’acqua sia totalmente insapore e pertanto, in caso di arsura estiva da solleone, l’aggiunta di due dita di vino, possibilmente bianco, può essere un buon rimedio atto a rendere la necessità di idratarsi più gradevole al gusto. Come semplice drink della casa potete provare ad aggiungere a un bicchiere di acqua e ghiaccio del Moscato d’Asti e una fogliolina di menta (e pazienza se ai puristi oltranzisti verrà la permanente), ma è una versione di Spritz niente male e molto dissetante.

Fra le varianti gradevoli suggerisco lo “Spritz genovese” firmato dallo storico cocktail bar Le Rouge in piazza Campetto che è appunto a base di vino aromatizzato con diverse botaniche liguri fra le quali spicca ovviamente il basilico. Un drink perfetto per l’estate, fresco da servire con abbondante ghiaccio e una foglia di basilico a guarnizione.

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