Storie Web venerdì, Gennaio 16
Vini senz’alcol, in Italia settore ancora fermo in attesa di un decreto

Il promettente settore dei vini dealcolati ovvero a basso tenore alcolico o del tutto alcohol free in Italia proprio non riesce a decollare. Per il via libera alla produzione in Italia manca infatti il decisivo decreto interministeriale (ministero dell’Agricoltura e ministero dell’Economia e Finanze) che detti la relativa disciplina fiscale e, in particolare, le misure per la tassazione dell’alcol estratto dal vino nei processi di dealcolazione.

«Il provvedimento – ha denunciato l’Unione italiana vini in una lettera ai ministri dell’Agricoltura, Lollobrigida e dell’Economia, Giorgetti – è in stallo da oltre due mesi alla Ragioneria dello Stato per la bollinatura finale. Numerose aziende vitivinicole italiane hanno intrapreso rilevanti investimenti sia sul piano infrastrutturale (mediante l’acquisto e l’installazione di impianti per la dealcolazione), sia in termini di formazione e posizionamento di prodotto sul mercato».

Una situazione preoccupante perché oltre a decretare lo stallo produttivo e vanificare gli investimenti delle imprese pone l’Italia in una situazione di deficit competitivo rispetto ad altri Paesi europei come Spagna, Francia e Germania (dove finora sono stati prodotti molti dei vini dealcolati italiani presenti sul mercato) dove invece le operazioni di dealcolazione sono già attive da mesi.

«Da tempo – ha aggiunto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti – chiediamo al Governo di poter operare in condizioni di parità competitiva rispetto agli altri produttori europei, i quali beneficiano ormai da quattro anni del vantaggio introdotto dal Regolamento Ue pubblicato nel dicembre 2021. Le nostre imprese sono pronte, molte di esse hanno già effettuato investimenti ma di fatto oggi dealcolare in Italia è ancora vietato, per questo chiediamo di dare seguito urgente all’approvazione del decreto-legge fiscale” (Decreto-legge 17 giugno 2025, n. 84, recante Disposizioni urgenti in materia fiscale)».

Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini, il settore Nolo (no e low alcohol) è uno dei pochi a crescere in un contesto mondiale di forte difficoltà per il vino.
E mentre in Italia il settore dei vini NoLo (no alcohol o low alcohol) resta nel limbo il mercato internazionale compie decisi passi avanti visto che secondo le stime riportate dall’Unione italiana vini vale 2,4 miliardi di dollari ed è destinato a raggiungere i 3,3 miliardi di dollari entro il 2028.
Una nicchia di mercato (e forse sempre meno una nicchia) per cui stima – spiegano ancora all’Uiv – un tasso di crescita annuale composto (Cagr 2028/24) dell’8% a valore e del 7% a volume.

Condividere.
Exit mobile version