Storie Web giovedì, Giugno 4

Un nuovo mix energetico

L’Esecutivo ritiene quindi essenziale sostituire le fonti di energia impiegate attualmente, come i combustibili fossili, con «un nuovo mix energetico nazionale, che possa prevedere tra l’altro, anche lo sviluppo di una fonte a basso contenuto di carbonio, programmabile e continua, quale la fonte nucleare».

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, ha affermato che «con la delega sul nucleare vogliamo compiere un passo decisivo per riportare l’Italia nelle condizioni di produrre energia da fonte nucleare attraverso tecnologie di nuova generazione, profondamente diverse rispetto a quelle del passato e pensate per integrarsi con lo sviluppo delle fonti rinnovabili».

Il ministro ha poi aggiunto che «il nostro Paese ha bisogno di rafforzare la propria sicurezza energetica e di ridurre una dipendenza dall’estero che oggi ci espone a forti vulnerabilità, sia sul piano economico sia su quello geopolitico. Per questo l’obiettivo è completare entro la fine dell’anno il quadro normativo e i decreti attuativi necessari a consentire una valutazione concreta e consapevole delle opportunità offerte dal nuovo nucleare».

Nucleare, Pichetto “Mettere l’Italia nelle condizioni di valutare”

Le novità

Il provvedimento parte da un presupposto preciso: è necessaria una cesura netta con gli impianti nucleari del passato, che sono destinati alla dismissione, salvo una eventuale riconversione. Si punterà piuttosto sulle nuove tecnologie, come gli Smr (Small Modular Reactor, impianti di dimensioni ridotte) e gli Amr (Advanced Modular Reactor, reattori modulari avanzati di quarta generazione), che «offrono livelli elevatissimi di sicurezza intrinseca e, nel caso, ad esempio, dei piccoli reattori modulari, anche tempi di costruzione ridotti e maggiore flessibilità nella produzione energetica».

Il Ddl conferisce al Governo la delega per disciplinare – adottando i relativi decreti legislativi entro un anno dall’approvazione del provvedimento -, tra le altre cose, la produzione e l’utilizzo di energia nucleare sostenibile e la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile nucleare, nonché la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito. I decreti dovranno essere varati su proposta del ministero dell’Ambiente insieme agli altri ministeri competenti nelle materie dei vari provvedimenti.

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