Storie Web domenica, Dicembre 7
Notiziario

Ha superato i test in un ambiente operativo altamente realistico, all’interno dello stabilimento triestino di Wärtsilä, il sistema di accumulo energetico, denominato progetto V-Access, composto dai magneti superconduttivi Smes (Superconducting magnetic energy storage), prodotti dalla ligure Asg (famiglia Malacalza), e dai supercondensatori dell’estone Skeleton. La combinazione di queste due tecnologie, a supporto delle batterie, in particolare di quelle delle navi, consente, affermano i tecnici che hanno portato a termine la verifica, una forte innovazione, sia quanto a prestazioni sia per affidabilità, per l’accumulo di energia e il rilascio di forti impulsi energetici.

Destinato a migliorare, in primis, l’elettrificazione delle navi, fungendo da supporto alle batterie che, usufruendone, potranno avere anche maggiore durata, il sistema è stato testato presso l’Etef (Electric test facility), dimostratore tecnologico per applicazioni di sistemi elettrici per l’energia in ambito marino, realizzato dal partenariato di Università di Trieste, Wärtsilä e Fincantieri, nell’ambito dei programmi di ricerca scientifica e tecnologica nazionali del segretariato generale della Difesa. Il progetto è stato finanziato dall’Ue con 5 milioni di euro.

Etf, ha spiegato Giorgio Sulligoi, dell’ateneo triestino, «è il fiore all’occhiello delle facility sperimentali di Trieste, un hub dove ricercatori accademici e industriali lavorano insieme per definire il futuro delle navi elettriche. La sinergia tra aziende e mondo universitario nel progetto V-Access ha già reso tangibili i passi avanti verso una tecnologia di elettrificazione ibrida che sarà utile e necessaria non solo in ambito shipping ma in tutte le applicazioni che richiedono grandi e rapidi impulsi di energia».

L’attenzione dei tecnici si concentra, in effetti, anche sui settori industriali energivori. Ma l’innovazione dei sistemi di storage, affermano, potrà svolgere un ruolo rilevante pure nei sistemi di alimentazione e per bilanciare la produzione e il consumo di energia nelle reti elettriche, a fronte della crescente integrazione di fonti rinnovabili e delle esigenze del green deal. Tra l’altro, l’interazione della tecnologia dei superconduttori e dei supercondensatori con le batterie tradizionali, assicurano i tecnici, oltre ad allungarne il ciclo di utilizzo, consente una innovativa gestione dei carichi e una riduzione delle emissioni di CO2.

«Il dimostratore di prova con supercondensatore e Smes – ha detto Pietro Tricoli, dell’università di Birmingham, coordinatore tecnologico del progetto – è stato testato in un ambiente operativo altamente realistico, che gli assegna un livello di maturità tecnologica (Trl) pari a 5, passo prodromico alle future evoluzioni legate a progetti di sviluppo e installazione di questa tecnologia a bordo nave».

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