Storie Web venerdì, Aprile 3

Si chiama Tigullio energie condivise – Società cooperativa di consumo impresa sociale, ed è un nuova Cer (Comunità energetica rinnovabile) ed è appena nata dalla collaborazione tra imprese, enti religiosi e soggetti del terzo settore del territorio (coinvolti anche grazie al supporto di Confcooperative Liguria). L’iniziativa è stata promossa dal gruppo territoriale del Tigullio di Confindustria Genova, per dare attuazione a una delle 10 azioni presentate in occasione dell’assemblea pubblica del 27 maggio 2024, dal titolo Contributi per un piano industriale del Tigullio, che prevedeva, appunto, l’impegno a creare una o più comunità energetiche nel territorio.

La Cer, spiegano i suoi fondatori, si caratterizza come comunità energetica a forte impronta sociale: diversamente dalla maggior parte delle sue omologhe esistenti, è previsto, infatti, che realizzi da sé i propri impianti e che tutti gli incentivi riconosciuti dal Gse (Gestore servizi energetici), nei 20 anni previsti dalla normativa, anziché essere redistribuiti ai soci della Cer, siano destinati al sostegno di iniziative a beneficio del territorio, fatta salva la copertura dei costi degli impianti e dei costi vivi di gestione.

Per questo, la forma giuridica identificata è quella della cooperativa di consumo impresa sociale: «si tratta, anche sotto questo punto di vista – spiega una nota – di un’esperienza assolutamente innovativa, per il fatto che alla cooperativa aderiscono (oltre alla diocesi ed enti del terzo settore del territorio) anche Confindustria Genova e imprese iscritte all’associazione.

L’ambito territoriale in cui la Cer inizierà ad operare è quello corrispondente ai Comuni di Borzonasca, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cogorno, Coreglia Ligure, Lavagna, Leivi, Maissana, Mezzanego, Moneglia, Né, San Colombano Certenoli, San Salvatore, Sestri Levante.

La Cer ha già identificato diversi siti su cui installare, via via, i propri impianti fotovoltaici, «per una taglia complessiva – aggiunge la nota – di oltre 1,5 megawatt; impianti che consentiranno anche di abbattere le emissioni di CO2 di quasi 500 tonnellate all’anno. A fronte di circa 7 milioni di euro di ricavi generati, nell’arco dei 20 anni dal riconoscimento degli incentivi e dalla vendita dell’energia prodotta e immessa in rete, si prevedono risorse dirette per iniziative a beneficio della comunità pari a 3 milioni di euro».

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