Storie Web martedì, Marzo 17

BRUXELLES – In un contesto internazionale pericolosamente in bilico, i capi di Stato e di governo dell’Unione europea torneranno a riunirsi oggi per un vertice particolarmente importante, dedicato principalmente al sostegno finanziario all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Al centro delle trattative l’uso degli attivi russi, anche se alcuni paesi membri sono tornati a chiedere soluzioni finanziarie alternative. Sul tavolo, eventualmente anche il debito in comune.

Il momento politico è delicato. Sul fronte ucraino c’è il desiderio di far sentire la propria voce. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha avvertito che «non c’è tempo da perdere». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato ieri di «un mondo che è diventato pericoloso e transazionale, un mondo di guerre, un mondo di predatori». Ha poi aggiunto: «In questo mondo noi europei dobbiamo difenderci e fare affidamento su noi stessi».

I termini del problema sono noti. L’Unione è convinta che il sostegno a Kiev sia chiave per garantire la stabilità del continente. La Commissione europea ha stimato che l’aiuto comunitario per il 2026-2027 dovrebbe essere di 90 miliardi di euro. Ha quindi proposto alcune opzioni, tra le quali l’uso degli attivi russi congelati al momento dello scoppio della guerra (si veda Il Sole/24 Ore del 4 dicembre). La UE prenderebbe a prestito la liquidità dalle società che detengono il denaro, per poi prestarla a Kiev.

Il Belgio rumoreggia da settimane, tanto più che detiene circa il 90% dei 210 miliardi di euro in riserve valutarie depositate nell’Unione europea dalla Banca centrale russa. Ha chiesto il rispetto di varie condizioni, alcune delle quali sono state soddisfatte. Altre appaiono più difficile da assecondare, come per esempio una garanzia in comune, illimitata in ammontare e durata, sia sul denaro preso a prestito che a protezione di eventuali ritorsioni russe.

Il timore che il prestito forzoso indebolisca agli occhi internazionali la stabilità degli investimenti finanziari in Europa si tocca con mano in vari paesi. In questo contesto, Fitch ha messo sotto analisi negativa il rating di Euroclear, la società belga che detiene la fetta più importante di attivi russi. Nel frattempo, secondo Bloomberg, il premier ungherese Viktor Orbán, contrario ad aiutare Kiev, avrebbe chiesto alla sua Banca centrale di valutare se disinvestire il proprio denaro parcheggiato in Belgio.

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