Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

La questione delle candidature di Giorgia Meloni ed Elly Schlein alle europee e il mosaico delle alleanze alle regionali, complicato a destra ma parecchio articolato anche nel centrosinistra, hanno fin qui oscurato nel dibattito sulle elezioni di giugno il capitolo comunale. Che però è di solito il più partecipato dagli elettori, e soprattutto quest’anno configura un turno dalle dimensioni imponenti.

Alle urne a giugno 3.697 Comuni

Alle urne, che si apriranno sabato 8 e domenica 9 giugno in contemporanea con le Europee e le altre amministrative, andranno infatti 3.697 Comuni, cioè il 46,8% dei 7.899 municipi presenti oggi nel Paese; negli enti attesi al voto vivono 19,3 milioni di persone, il 32,7% degli italiani. Le loro scelte decideranno direttamente l’assegnazione di 42.659 posti da consigliere e indirettamente quella di 11.030 posti da assessore, in una tornata che quindi insieme alla “poltrona” (o più spesso allo sgabello) di vertice coinvolge in tutto 57.386 ruoli da amministratore locale.

Toscana regione più coinvolta dal voto

Un panorama di questo genere investe ovviamente tutte le dimensioni e tutte le regioni, anche se a intensità diverse. Sul piano geografico, il rinnovamento amministrativo più consistente riguarda la Toscana, dove va a votare il 62% dei Comuni (184, dei quali 34 con più di 15mila abitanti e quindi interessati all’eventuale ballottaggio se nessuno conquista al primo turno la maggioranza assoluta) a partire da Firenze.

I POSTI IN PALIO

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Campagne elettorali meno intense in larga parte del Centro-Sud

La maggioranza di giunte e consigli locali è arrivata a fine corsa anche in Emilia-Romagna, Umbria e Molise (tutte e tre sono caratterizzate da una quota di enti al rinnovo tra il 57 e il 58%), mentre Piemonte, Lombardia e Marche attendono il voto in più di quattro Comuni su 10. Le campagne elettorali locali saranno invece meno intense in larga parte del Centro-Sud, dalla Calabria alla Puglia, dalla Campania al Lazio, dove i seggi saranno aperti in meno di un quarto dei Comuni, e molto saltuarie nei territori autonomi del Trentino Alto Adige e soprattutto della Valle d’Aosta, dove va a votare solo il piccolo Comune di Jovencan (poco più di 700 abitanti alle porte del capoluogo).

Firenze e Bari sotto i riflettori

Sul piano politico, la scena sarà dominata in particolare da Firenze e da Bari (si veda anche l’articolo a fianco), ma per certi versi il prossimo è il turno elettorale delle città medie. Nella fascia compresa fra 100mila e 250mila abitanti ci sono in Italia 32 città, e vanno al voto in 24, cioè il 75 per cento.

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