Forti esplosioni – almeno 7, secondo i media – accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 della notte (7 in Italia) a Caracas.
Le esplosioni si sono verificate mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, ha sollevato la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela e ha affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano “contati”. I rumori delle esplosioni hanno continuato a essere uditi intorno alle 2:15 di notte (7:15 in Italia).
Secondo i media locali sarebbe stata colpita una grande base militare, nella parte meridionale della città, che è rimasta senza elettricità, dove è visibile una colonna di fumo.
Media Usa, attacco a Caracas ordinato da Trump
Il presidente Trump ha ordinato attacchi contro siti all’interno del Venezuela, tra cui alcune strutture militari. Lo hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News, mentre l’amministrazione intensifica la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Anche Fox News ha riferito che funzionari dell’amministrazione Trump, rimasti anonimi, hanno confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi.
Un giornalista dell’Ansa sul posto riferisce che ci sono stati numerose esplosioni e incendi che hanno colpito aree militari nell’area metropolitana di Caracas nelle prime ore di sabato mattina. Nel quartiere 23 de Enero, nella zona ovest di Caracas, dove si concentrano gruppi chavisti, è stata segnalata una forte esplosione accompagnata da sirene e sorvoli di aerei. Si sono verificati incidenti anche all’Accademia Militare di Mamo, a La Guaira, a 40 chilometri dalla capitale. Altre zone colpite includono la base aerea La Carlota e l’aeroporto di Higuerote, con esplosioni di minore entit