Storie Web martedì, Marzo 31

Torna un italiano nella carica di Curia probabilmente di maggior peso, e comunque appena sotto il Segretario di Stato. Leone XIV, appena rientrato dal Principato di Monaco, ha ufficializzato il nuovo Sostituto per gli affari Generali, che è l’arcivescovo Paolo Rudelli, ora nunzio apostolico in Colombia. Legata a questa decisione le altre due nomine: l’attuale Sostituto, l’arcivescovo venezuelano Edgar Peña Parra, in carica dal 2018, diventa nunzio apostolico in Italia (non esattamente una promozione), mentre il nunzio in Italia, l’arcivescovo croato Petar Rajič, diventa nuovo prefetto della Casa Pontificia, incarico rimasto vacante dal 2023 da quando l’arcivescovo Georg Gänswein ha concluso il suo incarico per poi essere nominato nunzio nei Paesi del Baltico (Lettonia, Estonia, Lituania).

E’ il ministro dell’Interno, e quasi quotidianamente vede il Papa

Un giro di nomine importante, quindi, che indica l’assetto di “governo” della Curia secondo Leone. Il sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato è come detto tra gli incarichi più importanti e delicati dell’intero apparato vaticano, una sorta di “ministro degli Interni” dello Stato della Città del Vaticano, il “numero tre”, che ha in mano gran parte dei dossier più importanti e vede praticamente tutti i giorni o quasi il Papa, cosa rara a parte i segretari. Quindi sarà Rudelli – il cui nome girava da giorni – una delle figure chiave: 56 anni a luglio, bergamasco di Gandino, sacerdote dal ’95, incardinato a Bergamo e laureato in teologia morale, finora nunzio apostolico in Colombia. Incarico, quest’ultimo, assunto dal 2023 su nomina di Francesco che lo aveva ordinato arcivescovo nel 2019 per poi inviarlo, nel gennaio 2020, come suo rappresentante nello Zimbabwe, trasferendolo da Strasburgo dove era osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa.

Leone aveva già nominato “l’assessore” agli affari interni, un nigeriano

Ma l’esperienza di Rudelli nel servizio diplomatico della Santa Sede risale già ad oltre vent’anni fa, al 2001, con il lavoro presso le rappresentanze pontificie in Ecuador e in Polonia e la sezione per gli Affari generali della Segreteria di Stato. Sezione di cui oggi diventa la guida per volontà di Papa Leone XIV, alla sua seconda nomina di rilievo in Segreteria di Stato, dopo quella dello scorso novembre dell’assessore, il teologo e canonista nigeriano Anthony Onyemuche Ekpo, precedentemente sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. “La chiamata del Santo Padre Leone a collaborare da vicino all’esercizio della sua suprema missione come sostituto della Segreteria di Stato è un gesto di immeritata fiducia, che mi onora profondamente”, commenta in una nota lo stesso Rudelli. “Animato dalla fede”, assicura di “assumere questo servizio nello spirito indicato dalla costituzione apostolica Praedicate Evangelium”, e nella consapevolezza di “poter contare sulla guida del cardinale segretario di Stato e sulla collaborazione di monsignor assessore e di tutto il personale della Sezione per gli Affari Generali”. In particolare, il nuovo sostituto si affida alla “intercessione” di un illustre suo conterraneo, San Giovanni XXIII.

Il ricordo di Pena Parra del caso “Sloane Avenue”

Nuovo incarico quindi per Pena Parra, che era succeduto a Angelo Becciu e aveva governato la macchina della Curia in tempi molto complessi, su tutti lo scandalo di Sloane Avenue, risolto con un maxi buco per le casse vaticane e sfociato in un processo infinito che ora è stato di fatto annullato. “Non sono mancati momenti di sofferenza istituzionale, come il processo legato alla vicenda del Palazzo di Londra, che ha esposto la Santa Sede e in particolare la nostra Segreteria di Stato a un’attenzione mediatica e giudiziaria senza precedenti, chiedendoci rigore, trasparenza e senso di responsabilità. In ciascuna di queste circostanze, la Sezione Affari Generali è stata chiamata a custodire, coordinare, sostenere un servizio silenzioso, spesso invisibile, ma essenziale alla vita della Chiesa universale” ha detto il Sostituto uscente e ha ringraziato “il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e i Superiori delle altre due sezioni” mons. Paul Richard Gallagher, Jan Pawłowski prima e mons. Luciano Russo ora, gli Assessori che in questi anni si sono succeduti”, e tutti gli altri membri della Segreteria. “Nei momenti più complessi, quando le decisioni dovevano essere rapide e ponderate, anche negli orari più insoliti – ha detto -, ho sempre saputo di poter contare su di voi”.

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