Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

La diplomazia di Francesco ora punta al Vietnam, paese chiave del sud est asiatico e strategico nella geopolitica di Bergoglio verso la Cina. Il Papa ha ricevuto in udienza una delegazione del Partito Comunista del Vietnam, paese con la cui la Santa Sede dopo anni di trattative lo scorso anno ha raggiunto l’Accordo sullo Statuto del Rappresentante pontificio residente e dell’Ufficio del Rappresentante pontificio residente della Santa Sede in Vietnam, passo necessario verso il completo ristabilimento delle relazioni diplomatiche. Infatti i rapporti erano stati interrotti nel 1975 – quando si era concluso il ventennale conflitto con gli Usa – ma avevano visto sviluppi incoraggianti a partire dal 1990. Nel 2011 Benedetto XVI aveva nominato un Rappresentante pontificio non residente. La confessione cattolica è la seconda componente religiosa del Paese (dopo il buddhismo), con i suoi quasi 8 milioni di battezzati, cioè il 9% della popolazione. I battesimi sono 100 000 l’anno. A livello continentale, la comunità cattolica vietnamita è la seconda dell’Asia continentale per numero di fedeli, dopo quella dell’India. Il Vietnam, da quando è diventato “Repubblica Socialista del Vietnam”, nel 1976, non ha ancora allacciato rapporti diplomatici stabili con la Santa Sede.

Gallagher (ministro esteri Vaticano): andrò ad aprile, poi anche il cardinale Parolin

«Il Papa vuole andare e la comunità cattolica lì anche lo vuole. Sarebbe un buon messaggio per quella regione» ha detto l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, parlando di un possibile viaggio del Papa in Vietnam. «È stato un incontro positivo, le relazioni con la Santa Sede crescono e siamo speranzosi sul fatto che ne beneficerà la comunità cattolica. Speriamo di incoraggiarli verso una maggiore libertà religiosa», ha aggiunto Gallagher annunciando: «Io andrò ad aprile, poi il caredinale Parolin (il Segretario di Stato, ndr) nell’anno, faremo le cose gradualmente».

Il capo delegazione in udienza è un uomo chiave di Hanoi

Nell’incontro di giovedi 18 gennaio con il Papa erano presenti una quindicina di rappresentanti del partito comunista del Vietnam. Importante notare il profilo del capo-delegazione: Le Hoai Tong – come responsabile delle relazione esterne del Partito – ha un ruolo di rilievo nella politica estera vietnamita. E dunque il faccia a faccia va ricollegato come detto al percorso in atto verso l’obiettivo delle piene relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e Hanoi. L’incontro segue a breve distanza la visita compiuta in Vaticano a luglio dal presidente vietnamita Vo Van Thuong, durante la quale è stato firmato l’accordo in forza del quale il 23 dicembre scorso papa Francesco ha potuto nominare per la prima volta un rappresentante pontificio ad Hanoi, mons. Marek Zalewski, che è anche nunzio apostolico a Singapore.

«Il paese è un miracolo economico delle regione»

Gallagher – che nel governo della Santa Sede è il “ministro degli esteri” – ha evidenziato che il Vietnam «è un Paese importante nella regione, una sorta di miracolo economico sotto molti aspetti». Si lavora ora ad un miglioramento sotto il profilo della libertà religiosa. Quanto alla possibile visita del Papa, il Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, parlando a margine di una conferenza dedicata al cardinale Ercole Consalvi, ha precisato: «Bisognerà prima fare altri passi ma penso che il Papa voglia andare».

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.