Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

È tempo di primi bilanci per il turismo invernale che vede circa 8,3 i milioni di italiani che nel primo trimestre del 2024 hanno già fatto o faranno una vacanza in montagna. La preferenza, a dirlo è il 62% del campione, è per uno short break con solo due pernottamenti fuori casa, insomma un weekend lungo con gli sci ai piedi. Un altro 29% opterà per una vacanza breve di 3-5 giorni mentre la classica settimana bianca, quella che prima del 2000 era irrinunciabile per la media borghesia e buona parte del ceto impiegatizio, oggi la organizza e se la può permettere solo il 9% degli italiani che trascorreranno una vacanza bianca. Questa la fotografia che rivela l’Osservatorio Turismo Confcommercio in collaborazione con Swg per il primo trimestre 2024. Per questi winter break la spesa media per persona è di 350 euro e per alloggiare la scelta cade soprattutto sulle strutture turistico ricettive, alberghi e resort, meglio se con attrezzate aree benessere: le predilige quasi la metà degli intervistati. Le classiche soluzioni ricettive tipiche della montagna come baite, chalet e rifugi conquistano comunque un significativo 14%.

Per quanto riguarda le destinazione in Italia su tutte brilla il Trentino che accoglie oltre un quarto degli appassionati. A distanza seguono Lombardia, Alto Adige e la Valle d’Aosta per chiudere con Veneto, Piemonte e Friuli. Le altre regioni con offerta turistica montana totalizzano complessivamente circa il 20% delle preferenze: un divario che resta significativo, considerando anche l’estensione geografica della catena degli Appennini. Solo un 10% di appassionati di sci, snowboard e ciaspole si reca oltre confine soprattutto sulle Alpi svizzere e francesi per finire con un 3% di intervistati che si dice intenzionato a trascorrere periodi di vacanza sulle montagne tanto italiane quanto di altri paesi. Si appanna inoltre il mito della vacanza in montagna con gli sci sempre ai piedi. Ora solo un terzo degli appassionati dice che lo scopo principale della vacanza in quota sia per fare sport. Se si esclude un 40% che almeno menziona, tra le proprie attività le gite e le escursioni naturalistiche – vicine, assimilabili alle attività sportive – il popolo dei vacanzieri in quota ha obiettivi tutt’altro che agonistici: insegue, è alla ricerca di riposo e relax tra degustazioni eno-gastronomiche, la visita a mercatini tipici, trascorrere ore in spa e centri benessere. Una tendenza che ha profondamente modificato, negli anni, le caratteristiche dell’offerta di servizi turistici in montagna, contribuendo anche a rendere i flussi meno immediatamente dipendenti dalle condizioni dell’innevamento, un’incognita sempre più rilevante e difficile da controllare. Perché produrre neve programmata si rivela costoso quando lo zero termico arriva a quota tremila.

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