Storie Web venerdì, Luglio 24

Il 39% degli italiani dichiara di avere difficoltà economiche e il contesto politico ed economico porta ad avere per il 49% di loro una visione pessimista sulla propria situazione. Ne consegue che un italiano su due non si sente incline a concedersi piaceri o gratificazioni. Una situazione che si ripercuote sulle vacanze estive: il numero di chi non partirà è in crescita (27%, +2% rispetto al 2025), mentre solamente il 23% delle famiglie viaggerà verso l’estero (-3%). Sono queste alcune delle principali evidenze dei sondaggi YouGov Behavior change spring/summer report 2026 e Trend reality summer 2026 report.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Italia regina europea del turismo anche nell’estate 2026

La scelta tra l’Italia e l’estero

La volontà di contenere la spesa si rivela centrale nella scelta della destinazione. I dati mostrano come il 38% preferisca l’Italia per motivi economici, sebbene rimanere all’interno dei confini nazionali possa riservare sorprese: il 44% ritiene che viaggiare nel nostro paese possa risultare più costoso del previsto, una percentuale che cala al 16% per le mete estere e non a caso sono già quasi uno su due (47%) gli italiani che hanno scelto i paesi stranieri proprio perché percepiti come più convenienti.

Le nuove tendenze: da Nonnamaxxing al deinfluencing

Il sondaggio (1.037 intervistati è 1.037 tra il 9 e il 10 luglio 2026) esplora anche altre tendenze: il 59% degli italiani preferisce concentrarsi sul presente, mentre il 36% si dichiara nostalgico del passato (+6% nell’ultimo semestre). Un sentimento che sottende un’esigenza che condiziona anche i comportamenti di consumo: trend come Nonnamaxxing (lo stile di vita che si ispira alle nonne per combattere lo stress e la cultura della produttività) e Analogue Economy valorizzano rituali tradizionali e attività offline per sostenere l’equilibrio mentale messo costantemente a dura prova dall’iperconnessione.

Una delle tendenze più rilevanti del 2026 è quindi il ritorno a esperienze più semplici, tangibili e rassicuranti che nel nostro paese si traduce in uno stile di vita che preferisce vivere meglio anziché vivere al massimo. Si spiega così la crescita di fenomeni come il deinfluencing, la presa di distanza dalle spinte consumistiche dei social già praticata dal 39% degli italiani, e il digital detox, con il 33% che afferma di disconnettersi temporaneamente.

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