Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano e professore ordinario di Istologia e di Terapia Genica e Cellulare presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, ha ricevuto il premio alla carriera Phacilitate Lifetime Achievement Award 2024 come riconoscimento del suo ruolo di pioniere nel campo della terapia genica e dell’impatto della sua ricerca nella cura di gravi malattie, genetiche ma non solo. In particolare, a Naldini è riconosciuto il ruolo di “padre” dei vettori lentivirali, strumenti terapeutici oggi ampiamente utilizzati in clinica e derivati da uno dei virus umani più temuti, l’HIV.

Il premio Phacilitate Advanced Therapies riconosce le innovazioni nel campo delle terapie avanzate e le candidature sono state giudicate da una giuria di esperti internazionali in rappresentanza di istituzioni di ricerca, università e industria biotecnologica in un processo di valutazione in due fasi. È stato istituito nel 2023 con l’assegnazione a Carl June per lo sviluppo della terapia cellulare con Car-T. La cerimonia del premio 2024 si è svolta il 18 gennaio a Miami in Florida, nell’ambito della Settimana delle Terapie Avanzate, con la partecipazione di un’ampia comunità scientifica.

«Naldini incarna perfettamente il concetto di “innovatore”. L’incrollabile dedizione che ha dimostrato nello sviluppo di terapie a beneficio dei pazienti ha spinto lui e il suo team a non lasciarsi scoraggiare dai primi fallimenti e sviluppare terapie migliori e sempre più sicure. Senza la sua dedizione e perseveranza, la terapia genica non sarebbe al punto in cui si trova oggi, in grado di cambiare la vita dei pazienti grazie a farmaci oggi approvati per malattie genetiche come l’Ada-Scid e la leucodistrofia metacromatica, senza contare le numerose altre ancora in fase di sviluppo clinico» dichiara Sven Kili, presidente della giuria del premio Phacilitate.

«Sono riconoscente ai miei maestri e ai fantastici colleghi ed eccellenti allievi che mi hanno accompagnato in questo straordinario percorso dal bancone al letto del malato durato quasi trent’anni, condividendone l’ispirazione, le difficoltà e frustrazioni e, finalmente, i successi. Ringrazio poi i componenti della giuria, che hanno voluto assegnarmi questo premio alla carriera. Continuerò a lavorare con rinnovata energia ed entusiasmo nella ricerca di soluzioni basate sulla terapia genica e cellulare per i tanti pazienti che hanno bisogno di terapie innovative per affrontare malattie finora considerate fatali» ha commentato Luigi Naldini in occasione della consegna del premio.

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e il dottorato in Scienze Citologiche e Morfogenetiche a Torino a metà degli anni Novanta, Luigi Naldini si è trasferito al Salk Institute di La Jolla (Usa), dove lavorando con Inder Verma e Didier Trono ha dimostrato la possibilità di trasferire geni terapeutici sfruttando le caratteristiche infettive del virus Hiv e ha costruito il prototipo dei vettori lentivirali oggi in uso in tutto il mondo. Dopo un’esperienza nel mondo biotech della Bay Area di San Francisco, in cui ha ulteriormente perfezionato i vettori lentivirali per un uso clinico in sicurezza è tornato nell’accademia italiana, prima a Torino e poi a Milano.

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