“Il sistema Ets dell’Ue è un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, che incide sui costi e ne limita la competitività. Chiederemo alla Commissione europea la sospensione fino a una sua profonda revisione che intervenga sui parametri di riferimento delle emissioni e sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della riunione dei Paesi ’Friends of Industry’ che si è svolta ieri sera a Bruxelles. Tra i partecipanti, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca.
Le modifiche necessarie
La revisione, per il ministro, dovrà introdurre un meccanismo “stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del Cbam”. Nel confronto tra i ministri dell’Industria, si evidenzia in una nota, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e alla riforma dell’Ets. Lo stesso orientamento sarà ribadito stamane da Urso prima alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività. “La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici. Il sistema Ets, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività”, ha affermato Urso. “Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. Cbam e Ets devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività”.
