
«Quando abbiamo iniziato, la percezione diffusa era che la violenza riguardasse sempre un’altra donna. Ora, invece, c’è maggiore consapevolezza sul fatto che la violenza ci riguarda direttamente». Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, ricordando gli esordi della Fondazione individua il solco attraverso cui il cambiamento si sta muovendo: la consapevolezza. Per nutrirla e costruirla ogni giorno, dal 2022, Una Nessuna Centomila promuove la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne lavorando sulla formazione a più livelli. Nelle scuole, con progetti dedicati all’educazione sessuo-affettiva. Nel mondo culturale, con il concerto-evento a supporto dei centri antiviolenza e il laboratorio artistico che chiama all’appello artisti e artiste. Nei territori, con il lavoro sinergico insieme ai centri antiviolenza. Nelle istituzioni, coinvolgendo le forze dell’ordine in percorsi di formazione dedicati alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. Il protocollo con la Polizia di Stato, presentato lo scorso 20 novembre, ne è un esempio.
«I femminicidi smuovono l’opinione pubblica: c’è più esigenza di comprendere e informarsi – spiega Costantino – Ma serve continuare a formarsi e agire su più livelli perché la violenza cambia forma continuamente: quella digitale lo dimostra». Formazione è la parola chiave che riassume l’impegno di Una Nessuna Centomila, per cui la violenza si estirpa nelle sue radici: «Il lavoro necessario sulla prevenzione primaria si fa con le nuove generazioni – spiega la vicepresidente Costantino – Si fa a scuola, decostruendo gli stereotipi e parlando di educazione sessuale».
Educare all’affettività, dalle scuole si previene la violenza
Nonostante insegnanti, associazioni e studenti chiedano ripetutamente di inserire l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, in Italia non è obbligatoria. In Svezia lo è dal 1955, in Norvegia dal 1960, in Danimarca e Finlandia (in modo integrato) dal 1970. In Spagna dal 2020. Nel nostro Paese, dal 1975 a oggi si contano oltre trentaquattro proposte di legge, avanzate da schieramenti politici diversi, ma mai approvate.
Nel libro “Senza legge” (edizioni Tlon), Costantino – insieme a Giulia Minoli, Monica Pasquino, Alessia Crocini e Lella Palladino – ricostruisce anni di dibattiti, progetti, conflitti e resistenze istituzionali. Dai percorsi educativi nelle scuole alle rivendicazioni per i diritti delle persone Lgbtqia+, dalle piazze al Parlamento, dai centri antiviolenza ai teatri, le autrici esplorano il legame tra scuola, società, politica e prevenzione delle violenze di genere: nonostante il dibattito sull’educazione sessuo-affettiva vada avanti da anni, continuano a mancare risposte concrete dalle istituzioni. Anzi, spiegano le autrici, «Percorsi sull’affettività già approvati dai collegi docenti, costruiti nell’autonomia scolastica, vengono sospesi o fermati».
Per sopperire a questa mancanza, mettendo a sistema competenze che già esistono nelle scuole ma sono isolate e prive di un riconoscimento strutturale, è nata la ricerca “Educare all’affettività”, promossa dalla Fondazione Una Nessuna Centomila in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca attraverso il Centro di Ricerca Dipartimentale ADV – Against Domestic Violence e con il supporto di Gucci.