Storie Web giovedì, Marzo 26

Un robot, invece che una persona, ha scortato oggi la first lady americana alla Casa Bianca, per la prima volta nella storia. Melania Trump ha presentato un umanoide capace di camminare e parlare, in occasione del vertice della ‘Fostering the Future Together Global Coalition’ (‘Coalizione globale per costruire insieme il futuro’), lanciando anche i robot dotati di intelligenza artificiale come potenziali educatori “personalizzati” per i bambini americani, da impiegare direttamente nelle loro case.

Non solo l’IA è in grado di condividere la vastità e la profondità di conoscenze, ma può anche aiutare i bambini a sviluppare “un pensiero critico profondo e capacità di ragionamento autonomo”, ha aggiunto la first lady, seduta accanto all’omologa francese Brigitte Macron e ad altri coniugi di leader mondiali, nell’ambito di un’iniziativa che è parte di una serie di eventi organizzati dalla Casa Bianca e incentrati sull’intelligenza artificiale. “Assumerà la forma degli esseri umani. Molto presto, l’IA passerà dai nostri telefoni cellulari agli umanoidi in grado di offrire un’utilità concreta. Poiché il nostro ambiente è progettato per le persone, i modelli umanoidi sono particolarmente adatti a muoversi e operare nel nostro mondo. Si integrano perfettamente – ha aggiunto Melania -.Immaginate un educatore umanoide di nome Platone. L’accesso agli studi classici diventa ora istantaneo: letteratura, scienze, arte, filosofia, matematica e storia”.

Colossi tecnologici come Meta, Microsoft, OpenAI, Google, Zoom e Adobe sono catalizzatori, ha ricordato la first lady, che ha messo però in guardia sulla sicurezza della prossima generazione che “è sempre di primaria importanza” e che “l’ottimismo deve essere ponderato con cautela”. Le sue valutazioni, tuttavia, sono maturate appena poche ore dopo che una giuria di Los Angeles ha ritenuto Meta e YouTube responsabili di aver creato prodotti che hanno indotto comportamenti dannosi e di dipendenza nei giovani utenti: una sentenza storica che potrebbe stabilire un precedente legale per accuse simili mosse contro i colossi dei social media.

 

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