Storie Web lunedì, Gennaio 19
Un Registro per mappare l’affidamento dei bimbi nelle case famiglia

Approvato alla Camera il 21 ottobre con 131 voti favorevoli, nessun contrario e opposizioni astenute, il disegno di legge Roccella-Nordio in materia di tutela dei minori in affidamento interviene con tre articoli su monitoraggio, trasparenza e controllo delle misure di allontanamento, con l’obiettivo di evitare lunghe permanenze in istituto e affidamenti senza termine. Non solo: nelle intenzioni del governo anche quello di costruire un monitoraggio degli affidamenti etero-familiari, una mappatura che ponga fine all’assenza di dati sui bambini e ragazzi che per ordine dell’autorità giudiziaria vengono mandati in casa-famiglia. Un cono d’ombra nel quale finiscono anche i minori sottratti alle proprie madri con sentenze basate sulla cosiddetta alienazione parentale (si veda articolo a fianco). Il cuore della riforma è l’istituzione di un doppio registro: uno degli “istituti di assistenza pubblici e privati, comunque denominati, delle comunità di tipo familiare e delle famiglie affidatarie” presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, per monitorare il ricorso all’affidamento dei minori temporaneamente privi di un ambiente idoneo e prevenire collocamenti impropri. Un altro registro, questa volta “dei minori collocati in comunità di tipo familiare o istituti di assistenza pubblici o privati, comunque denominati, o presso famiglie affidatarie” sarà invece istituito, presso ciascun Tribunale per i Minorenni e Tribunale ordinario. Questo registro dovrà contenere tra l’altro la data e gli estremi del provvedimento di collocamento in comunità o di affidamento a una famiglia specificando sulla base di quale fattispecie si tratti e indicando la famiglia affidataria ovvero la comunità di tipo familiare o l’istituto di assistenza pubblico o privato, comunque denominato, presso cui è avvenuto il collocamento del minore.

L’obiettivo è costruire un quadro unitario dei procedimenti, ridurre le asimmetrie informative tra uffici giudiziari e rafforzare la vigilanza sugli esiti dei provvedimenti. Il disegno di legge sana il vuoto normativo di oggi dove a operare è solo la legge 184/1983 che si limita a prevedere l’obbligo degli istituti di assistenza pubblici o privati e delle comunità di tipo familiare di trasmettere semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo ove hanno sede, l’elenco di tutti i minori collocati presso di loro. xTra le novità anche l’istituzione presso il Dipartimento per le politiche della famiglia l’Osservatorio nazionale su istituti, comunità e famiglie affidatarie, con compiti di analisi e segnalazione di eventuali istituzionalizzazioni improprie, nonché di promozione di ispezioni presso le autorità competenti. L’Osservatorio dovrà inoltre redigere entro il 30 giugno di ogni anno una relazione all’autorità politica delegata, da trasmettere alle Camere, che tenga conto anche dei contributi degli altri osservatori tematici di Palazzo Chigi. Il testo è approdato in Senato il 23 ottobre ma non è ancora stato assegnato.

Condividere.
Exit mobile version