Storie Web giovedì, Febbraio 5
Un istituto bancario abusivo dietro la Community: la Guardia di Finanza smonta schema Ponzi

Nel sistema ricostruito durante l’attività investigativa delle Fiamme gialle, l’organizzazione avrebbe operato «dietro la facciata di una presunta “community” finalizzata al benessere dei propri affiliati». «In realtà, dietro tale struttura – sottolinea in una nota la Guardia di Finanza – si celava un sistema fraudolento che proponeva investimenti ad alto rendimento, presentati come particolarmente vantaggiosi e remunerati tramite la causale “cashback”, nel tentativo di eludere i controlli».

Dai 20 agli 85 anni

A far funzionare il meccanismo, sarebbe stato il rapporto di fiducia instaurato «dai falsi promotori finanziari con le vittime, dai 20 a 95 anni, molte delle quali avrebbero investito risparmi personali, pensioni o, in alcuni casi, denaro ottenuto tramite prestiti».

Il sistema si «autoalimentava grazie al passaparola e ai social network, trasformando gli stessi investitori in promotori, incentivati con compensi proporzionati al numero di nuovi clienti reclutati e alle somme versate». Dalle indagini sarebbe emerso «uno schema Ponzi diffuso in numerose province italiane, tra cui Ancona, Roma, Milano, Palermo, Napoli, Torino e Bari».

Non è tutto. Perché a rendere credibile l’operazione, avrebbero contribuito anche «strumenti apparentemente professionali, come una carta di debito fisica personalizzata e un’applicazione digitale che simulava un servizio di home banking». Non tutto però è andato liscio, perché il «meccanismo si sarebbe arrestato quando le richieste di rimborso hanno superato i nuovi versamenti: a quel punto, i promotori non avrebbero più restituito né interessi né capitale».

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