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Il match di Serie A Udinese-Milan è stato sospeso per cinque minuti per insulti razzisti rivolti da alcuni tifosi friulani nei confronti del portiere rossonero Mike Maignan: l’arbitro ha poi fatto riprendere la partita, ecco cosa dice il regolamento a riguardo.

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Per la prima volta nella storia del calcio italiano in Udinese-Milan una gara di Serie A è stata sospesa per diversi minuti a causa di insulti razzisti rivolti da alcuni tifosi friulani al portiere rossonero Mike Maignan. Un brutto episodio quello verificatosi al Blu Energy Stadium che ha portato il numero uno francese ad abbandonare il terreno di gioco e prendere la via degli spogliatoi seguito da tutti i compagni di squadra nel momento in cui per la seconda volta si è visto rivolgere offese di matrice razzista da un gruppetto di spettatori che si trovavano alle spalle della sua porta. Un brutto episodio che ha visto però il debutto della nuova norma anti-razzismo introdotta dalla FIGC nel 2019.

L’arbitro Maresca sospendendo la gara per cinque minuti ha infatti applicato l’articolo 62 delle NOIF (Norme Organizzative Interne della FIGC) essendosi di fatto verificato la circostanza prevista dal comma 8 dello stesso articolo che recita: “Nel corso della gara, ove intervengano per la prima volta i fatti di cui al comma 6 (si rilevi uno o più striscioni esposti dai tifosi, cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria, ndr), l’arbitro, anche su segnalazione del responsabile dell’ordine pubblico dello stadio, designato dal Ministero dell’Interno o dei Collaboratori della Procura federale ed, in assenza di quest’ultimi, del Delegato di Lega, dispone la interruzione temporanea della gara“.

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Anche i passi successivi sembrano seguire pedissequamente quanto recita l’articolo 62 delle NOIF. Il comma 9 infatti prevede che successivamente alla decisione di sospendere momentaneamente il match “l’arbitro comunica l’interruzione temporanea della gara ai calciatori, i quali dovranno rimanere al centro del campo insieme agli ufficiali di gara. Il pubblico dovrà contemporaneamente essere informato con l’impianto di amplificazione sonora od altro mezzo adeguato, sui motivi che hanno determinato il provvedimento e verrà immediatamente invitato a rimuovere lo striscione e/o a interrompere cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria“.

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La partita poi è ripresa regolarmente e, per fortuna, non si sono verificati altri episodi similari a quelli che hanno indotto l’arbitro Maresca ad interrompere momentaneamente il match e dunque non si è dovuto far ricorso al successivo iter previsto dall’articolo 62 delle NOIF che può portare fino alla chiusura anticipata della gara (che avviene nel caso la sospensione temporanea superi i 45 minuti) con pesantissime sanzioni nei confronti degli autori degli atti discriminatori e della società di casa o ospite a seconda dal settore dello stadio in cui questi erano situati.

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