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Omicidio Sara Buratin a Bovolenta



28 Febbraio 2024



13:00

Le ricerche di Alberto Pittarello sono state sospese a causa della forte ondata di maltempo che ha provocato la piena del fiume Bacchiglione. Secondo quanto finora reso noto, Sara Buratin si stava separando dal compagno 39enne. La donna sarebbe stata uccisa con 20 coltellate.

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Sara Buratin e Alberto Pittarello

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Omicidio Sara Buratin a Bovolenta

Sono per il momento sospese le ricerche del 39enne Alberto Pittarello, ex compagno della 41enne trovata morta a Bovolenta, Sara Buratin. A complicare le ricerche di un corpo nel fiume Bacchiglione, l’ondata di maltempo che in questi giorni ha travolto il Veneto con fiumi in piena ed esondazioni. Secondo quanto confermato da fonti investigative a Fanpage.it, nel letto del fiume è stato trovato un furgoncino che con tutte le probabilità era quello guidato dal 39enne tecnico delle caldaie.

Trovato poco lontano dall’argine del fiume anche il cellulare di Pittarello. Secondo le prime ipotesi, il 39enne potrebbe aver lanciato il telefono dal finestrino, forse nel tentativo di far perdere qualsiasi sua traccia. Per il momento, le autorità cercano un corpo sul fondo del fiume, ma tutte le ipotesi investigative restano aperte: il 39enne, infatti, potrebbe essere fuggito e il furgoncino nel fiume potrebbe essere un tentativo di depistaggio.

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Stando a quanto finora confermato a Fanpage.it da chi sta indagando, la coppia stava andando incontro a una separazione. Sara Buratin era andata via dall’abitazione che condivideva con il 39enne insieme alla figlia 15enne. Non è ancora chiaro se sia stato proprio il 39enne a colpire con più fendenti l’ex compagna, ma secondo gli inquirenti potrebbe esserci stata una premeditazione del delitto.

Sara Buratin

Sara Buratin

Pittarello, infatti, viveva in un’altra casa da ormai qualche giorno, almeno una settimana secondo quanto emerso dalle prime indagini. Per recarsi a casa di Buratin avrebbe usato la scusa di un motorino da recapitare alla figlia 15enne intorno alle 10 del mattino, orario in cui l’adolescente si trovava a scuola. 

L’uomo sarebbe stato visto uscire dall’abitazione dell’ex compagna poco dopo le 10 per salire sul suo furgoncino. Quel giorno, però, non avrebbe dovuto recarsi al lavoro: il 39enne aveva infatti chiesto un giorno di ferie, secondo chi indaga per darsi alla fuga dopo il femminicidio.

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