
Un piano triennale al 2028 per lo sviluppo del turismo e dell’attrattività della Lombardia. È quello messo a punto da Debora Massari, assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda, approvato dalla giunta per poi approdare in commissione e poi in consiglio regionale. «È per fare si che la Lombardia diventi un modello europeo di turismo sostenibile, identitario e smart con flussi gestiti anche con l’aiuto dell’AI – dice l’assessore –. Una somma di attrazioni in una rete integrata di territori, comunità, imprese che insieme generano valore economico, sociale e culturale per la Lombardia con al centro la qualità dell’offerta, le esperienze per i turisti e i territori come protagonisti».
Secondo le stime dell’Osservatorio regionale del turismo e dell’attrattività quest’anno gli arrivi dovrebbero essere 23,3 milioni che al termine del piano saranno circa 24,3 milioni mentre i pernottamenti passano da 60 a 65,5 milioni al traino di una forte crescita del turismo straniero. Il 2025 è stato chiuso con 56 milioni di presenze che al 2028 vedranno un +17%.
Le linee chiave del piano spaziano dalla esperienze personalizzate alla destagionalizzazione e la diffusione dei flussi sul territorio, il turismo enogastronomico, business e culturale, gli eventi e il benessere consolidando una governance basata su una collaborazione tra più regioni, gli enti locali, il partenariato pubblico privato con le organizzazioni che promuovono la destinazione «rafforzando il racconto dell’identità lombarda» sottolinea l’assessore.
La missione è costruire una offerta turistica per tre segmenti di visitatori: i lombardi in Lombardia, gli italiani che vogliono scoprire la regione per finire con gli ospiti che arrivano dall’estero. «Per il momento siamo nella fase di studio di pacchetti di proposte e stiamo lavorando con gli altri assessorati – premette Debora Massari –. Penso a chi, per esempio, da Varese vorrà andare a visitare Mantova o Sabbioneta o ai bresciani che vogliono scoprire la Lomellina o l’Oltrepo, ai pavesi che raggiungono la Valtellina». Si tratta di innescare flussi tra i diversi territori e province «perché non abbiamo solo Milano o il lago di Como».
Il progetto punta a rendere più attrattive le località minori come, per esempio, i borghi collinari e prealpini dove le tradizioni agroalimentari del territorio sono vive ma spesso si tratta di zone a rischio spopolamento. Dal turismo nuove risorse economiche per le attività del terziario in quelle aree ma anche una mossa per contenere l’overtourism e per destagionalizzare i flussi grazie a itinerari di passeggiate, percorsi di trekking e cicloturismo. Strategie simili per la platea di italiani in visita nella regione puntando magari su un gioco di squadra tra Bergamo e Brescia, nel 2023 entrambe capitali della cultura. «È una regione completa, non manca nulla a parte il mare e ha tantissimo da offrire sotto tutti i punti di vista» continua l’assessore.