L’Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, rinnova anche quest’anno la storica campagna solidale ‘Un uovo per la vita’. Il 20, 21 e 22 marzo le uova di Pasqua Ail torneranno in 5mila piazze italiane per la 33esima edizione dell’iniziativa, posta sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica. L’appuntamento, ormai una tradizione della solidarietà nel Paese, sostiene l’impegno di Ail accanto ai pazienti con tumori del sangue e alle loro famiglie. Con un contributo minimo associativo di 15 euro sarà possibile ricevere un uovo di Pasqua Ail, disponibile al cioccolato al latte o fondente. Per conoscere le piazze in cui trovare i volontari dal 20 al 22 marzo è possibile consultare il sito ail.it, oppure chiamare il numero 06 7038 6060 (attivo dal 17 marzo, dalle 9 alle 17). Le uova sono riconoscibili dal logo dell’associazione sulla confezione, simbolo dell’impegno quotidiano di Ail: donare un futuro ai sogni dei pazienti con tumore del sangue. Pazienti particolarmente fragili, perché spesso hanno un sistema immunitario fortemente compromesso, e necessitano quindi di cure e assistenza altamente specializzate.

L’impegno dell’Ail

L’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma è nata nel 1968 a Roma. Oggi è una realtà forte e radicata, presente su tutto il territorio nazionale. L’Ail da oltre 50 anni finanzia la ricerca sulle leucemie, i linfomi, il mieloma e le altre malattie del sangue e collabora a sostenere le spese per garantire il funzionamento dei centri di ematologia e di trapianto di cellule staminali, per realizzare o rinnovare ambulatori, day hospital, reparti di ricovero, per acquistare apparecchiature all’avanguardia. 

A livello di cure domiciliari l’Ail organizza il servizio per adulti e bambini, per evitare il ricovero in ospedale a tutti i pazienti che possono essere curati nella propria casa oltre a sostenere i servizi socio-assistenziali e finanziare i servizi di supporto psicologico. Inoltre finanzia l’attività di supporto legale, di mobilità sanitaria e supporti economici. Realizza le case alloggio vicine ai maggiori centri di ematologia, per accogliere gratuitamente i pazienti non residenti e i loro familiari che devono affrontare lunghi periodi di cura. Sostiene ancora scuole e sale gioco in ospedale per consentire a bambini e ragazzi di non perdere il contatto con la realtà esterna, di continuare regolarmente gli studi e non trascurare l’importanza del gioco grazie alla presenza e al sostegno psicologico di operatori e volontari.

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