Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Tumore al polmone: scoperto un nuovo meccanismo di resistenza all’immunoterapia

Il tumore del polmone non a piccole cellule può costruire attivamente un ambiente che lo protegge dal sistema immunitario, riducendo l’efficacia delle immunoterapie. È quanto emerge da uno studio coordinato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer.

“Al centro della ricerca – spiega l’Istituto – c’è la proteina hMENA che regola un gruppo di fibroblasti associati al cancro. Si tratta di cellule non tumorali, che possono però rendere il tumore più aggressivo e resistente alle terapie”. I dati, inoltre, hanno evidenziato “un circolo vizioso di rinforzo reciproco tra TGF-β e hMENA: ciascuna proteina mantiene attiva l’altra, consolidando nel tempo un microambiente favorevole al tumore”.

Al lavoro per nuovo opzioni terapeutiche

Il gruppo di ricerca dell’Unità di Immunologia e Immunoterapia IRE, che ha individuato la proteina hMENA diversi anni fa, è oggi impegnato nello sviluppo di strategie farmacologiche per bloccarne l’azione a favore del cancro e delle resistenze ai farmaci. “Comprendere come il tumore costruisce il proprio ambiente di difesa, che gli permette di crescere e di sfuggire ai controlli del sistema immunitario, è oggi una delle sfide più importanti dell’oncologia – spiega Paola Nisticò, responsabile dell’Unità di Immunologia e Immunoterapia dell’Istituto Regina Elena. – I risultati del nostro studio rappresentano un passo importante in questa direzione, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche”.

L’impatto del tumore al polmone non a piccole cellule

Il tumore del polmone è il terzo tipo di cancro più frequente in Italia e quando viene diagnosticato in fase avanzata le possibilità di cura si riducono significativamente. Il tumore del polmone non a piccole cellule, che rappresenta circa l’85% dei casi, è la forma più diffusa. Negli ultimi anni l’immunoterapia ha rivoluzionato lo scenario terapeutico, ma non tutti i pazienti rispondono a queste cure innovative. Anche tra coloro i cui tumori sono inizialmente sensibili, spesso nel tempo si sviluppano resistenze. Comprendere i meccanismi che limitano l’efficacia di queste cure è quindi una priorità clinica e scientifica.

Il tumore plasma l’ambiente circostante

I dati emersi nel nuovo studio dell’Istituto Regina Elena hanno mostrato che il tumore non cresce in modo isolato, ma plasma attivamente anche l’ambiente circostante. In questo contesto i fibroblasti attorno al tumore, guidati dalla proteina hMENA, contribuiscono a ostacolare la risposta immune e allo stesso tempo influenzano direttamente le cellule tumorali. Le cellule cancerose acquisiscono così caratteristiche che le rendono più mobili e invasive, favorendo la progressione della malattia.

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